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Stampanti

Pistola stampata in 3D, quella in metallo è come quelle vere

Una società statunitense ha realizzato la prima pistola con pezzi stampati in 3D.

Le armi stampate in 3D hanno fatto un salto di qualità con la prima pistola in metallo funzionante. L'ha creata Solid Concepts, che ha dato così vita a un oggetto che fa seguito alla Liberator (Liberator, la prima pistola stampata in 3D funziona). A differenza di quest'ultima tuttavia questa non si può produrre in casa, quindi parliamo "solo" di un'innovazione in ambito produttivo.

L'aspetto dell'arma è del tutto simile a quelle fabbricate con metodo tradizionale, e a un occhio inesperto la differenza è impossibile da notare. I pezzi (circa 30) però sono stati prodotti con la tecnica della sinterizzazione laser (laser sintering, SLS), una forma di stampa 3D che permette non solo di usare il metallo come materiale, ma anche di ottenere un livello di precisione molto più alto rispetto alle stampanti che ognuno di noi può comprare.

Testata sul campo, quest'arma ha sparato circa 50 volte senza dare nessun problema, e a ragion veduta i progettisti sono entusiasti. Questo prototipo dimostra infatti una nuova capacità della stampa 3D, nonché la possibilità di ridurre sensibilmente i costi nella produzione di componenti fatte di metallo – non solo quelle delle armi.

Si possono escludere invece le preoccupazioni generate dalla Liberator (vedi Lulz Liberator, la pistola stampata in 3D è ultra low-cost e Obama blocca la pistola stampata in 3D ma è troppo tardi). "Ci sono barriere che terranno lontano il pubblico da questa tecnologia per anni", ha infatti commentato Scott McGowan, direttore del marketing per Solid Concepts, riferendosi ai costi proibitivi e alle competenze necessarie. E poi c'è il non trascurabile fatto che Solid Works non è intenzionata a rendere open source i propri progetti come ha fatto Defense Distributed.

 

"Stiamo dimostrando che è possibile, che la tecnologia è arrivata a un punto in cui possiamo produrre una pistola con la stampa 3D" aggiunte Kent Firestone, un altro dirigente dell'azienda. E in tal senso si può guardare con ottimismo a questa novità, perché segna un nuovo passo evolutivo nelle nostre capacità di produrre un nuovo tipo di oggetto. È quindi da accostare al robot per stampare in 3D nello spazio, o al progetto per stampare componenti di satelliti e razzi