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Portatili pieghevoli entro 2 anni, Intel è al lavoro

In futuro avremo portatili da 17 pollici che si piegheranno diventando un tablet da 8 pollici? Forse. Intel pensa i portatili pieghevoli potrebbero arrivare entro 2 anni.

I portatili pieghevoli potrebbero debuttare entro 2 anni. A dirlo è Intel, precisamente Joshua D. Newman, general manager per l’innovazione mobile e vicepresidente della divisione Client Computing, intervistato dal Nikkei Asian Review.

Con pieghevoli non s’intende portatili che semplice si aprono e si chiudono, quelli esistono già, bensì portatili che in qualche modo ricordino il Samsung Galaxy Fold o il Huawei Mate X, pieghevoli nel vero senso della parola.

Intel sta collaborando con i principali produttori di schermi e pannelli (LG Display, BOE Technology Group, Sharp, Samsung Display ed Electronics) per esplorare il potenziale di questo design, capirne i pregi, i difetti, come risolvere eventuali problematiche (Samsung insegna…) e soprattutto scovare elementi che siano rilevanti per gli utenti finali.

Siamo all’inizio del percorso e stiamo provando a capire le capacità e i limiti della tecnologia foldable”, ha affermato Newman, aggiungendo che a causa delle difficoltà legate alla tecnologia ci vorranno “almeno due anni” affinché i laptop pieghevoli raggiungano i consumatori. Laddove però l’impegno nella ricerca portasse a ottenere un riscontro positivo, Intel e i suoi partner dell’ecosistema potrebbero accelerare lo sviluppo.

Tra i partner crediamo rientri anche Microsoft, che secondo le indiscrezioni sta lavorando da tempo per adattare Windows e i propri software a un futuro sempre più pieghevole. Per ora non ci sono altri dettagli, ma è chiaro che in casa Intel c’è molto fermento attorno al mondo dei portatili: negli ultimi giorni abbiamo assistito all’annuncio dei Project Athena Open Labs, e l’intenzione di creare prodotti con un’autonomia reale fino a 9 ore.

I nostri colleghi di Toms’ Hardware USA speculano sul fatto che il progetto di un “portatile pieghevole” potrebbe coinvolgere un design come Lakefield, il progetto che vede un SoC a 10 nanometri con core ad alte prestazioni mischiati a core a basso consumo al centro di un circuito stampato di piccole dimensioni. È un’idea sensata, ma rimane pur sempre un’ipotesi.

È comunque difficile immaginarsi un portatile pieghevole. Gli smartphone pieghevoli hanno perfettamente senso perché si sta andando progressivamente verso un prodotto “tutto schermo”, mentre per i portatili il lavoro sembra più complesso. Certo, a meno che si stia parlando di un grande tablet pieghevole con tastiera virtuale touch, una sorta di evoluzione dei 2 in 1 moderni.

Ed è qui che rientra l’esperienza di cui parla Intel, perché quando si parla di portatili è necessario offrire una tastiera di alto livello, oggi più che mai, quindi sarà soprattutto su quel punto che dovrà concentrarsi la ricerca di Intel e dei suoi partner: non farci rimpiangere la tastiera fisica. Sugli smartphone possiamo dire che l’industria c’è riuscita (anche se qualcuno sarà in disaccordo): avverrà anche per i portatili?