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Precision Boost Overdrive, come funziona sui Ryzen 3000

Mancano sempre meno giorni al debutto dei nuovi processori Ryzen (7 luglio) e AMD sta sapientemente facendo salire l’attesa tra gli appassionati rilasciando qualche informazione in più. In un video Robert Hallock, capo del marketing tecnico di AMD, ha parlato di come cambia la tecnologia Precision Boost sui nuovi Ryzen 3000.

Precision Boost Overdrive (PBO) non è un nuovo concetto, infatti è stato introdotto con i processori Ryzen Threadripper di seconda generazione. Sui Ryzen 2000 “mainstream” abbiamo invece Precision Boost 2 per tutti i modelli, mentre PBO è arrivato per i modelli X su schede madre con chipset B e X.

Con la terza generazione PBO diventa una caratteristica base della gamma Ryzen 3000, compresa la APU Ryzen 5 3400G (non è presente sul Ryzen 3 3200G). Funziona con tutte le schede madre che supportano le nuove CPU, quindi anche B450/X470, non solo le nuove X570.

Di cosa si tratta? È una funzionalità di overclock automatico della CPU. Per capire come funziona però dobbiamo prima parlare di Precision Boost 2, che sfrutta la rete di sensori all’interno della CPU per determinare se c’è del margine per l’aumento delle frequenze, salendo a passi di 25 MHz.

Questi sensori rilevano i valori e reagiscono in modo molto rapido: fino a 1000 volte al secondo. In particolare raccolgono tre dati: SoC Power (“PPT Limit”), ossia il numero di watt che la CPU può assorbire prima che i livelli di boost vengano disattivati; VRM Current (“TDC Limit”), ovvero la quantità di corrente che la motherboard può conferire alla CPU prima di ridurre le frequenze di boost; Temp (°C), ossia la temperatura che la CPU può raggiungere prima di abbassare le frequenze di boost.

Se i sensori rilevano che la CPU è lontana da uno di questi limiti, Precision Boost 2 vede l’opportunità di aumentare le frequenze su quanti core possibili, ma rimanendo all’interno dei valori di sicurezza.

AMD vede queste tre soglie come il triangolo esterno dell’immagine (che AMD chiama “limiti della piattaforma”), con all’interno un altro triangolo che rappresenta la configurazione di fabbrica della CPU. Precision Boost 2 sfrutta le capacità elettriche e termiche a disposizione per abilitare maggiori prestazioni.

Come vedete però tra il triangolo interno e quello esterno nell’immagine a sinistra c’è del margine. Quello spazio vuoto è quello che gli utenti coprono quando overcloccano la propria CPU, ed è lo stesso spazio che va a sfruttare PBO. Questa funzionalità dà quindi a Precision Boost 2 può margine di manovra prima di ridurre i valori di boost.

Come potete vedere nell’immagine di destra, i limiti PPT e TDC vengono modificati per consentire alla piattaforma di attingere a più potenza. Questa potenza extra viene convertita direttamente in valori di clock medi più alti su più core per un periodo di tempo più lungo. PBO comunica anche con la scheda madre per capire quanta capacità di corrente VRM extra (TDC) può fornire.

Con l’arrivo di PBO sui nuovi Ryzen 3000, Hallock spiega che sarà possibile raggiungere un overclock massimo automatico fino a 200 MHz, passando ad esempio da 4,5 a 4,7 GHz su un Ryzen 7 3800X.