Monitor

Prezzi gonfiati degli LCD, 533 milioni di multa ai colpevoli

Samsung, Sharp e altri cinque produttori di pannelli a cristalli liquidi hanno accettato di pagare oltre 553 milioni di dollari per chiudere l’ennesima causa negli Stati Uniti per aver costituito un cartello sui prezzi dei display LCD di televisori, notebook e monitor. Secondo l’accusa il cartello ha gonfiato illegalmente i prezzi e soffocato la concorrenza nel periodo fra il 1999 e il 2006.

Samsung pagherà la multa più salata: 240 milioni di dollari

Peccato che i primi a farne le spese siano stati i consumatori, per questo gli enti preposti hanno avanzato una serie di denunce che hanno portato, a dicembre del 2006, le autorità di Giappone, Corea, Unione Europea e Stati Uniti ad accertare la presunta collusione fra i produttori di pannelli LCD. Davanti all’accusa molte delle aziende coinvolte si sono dichiarate colpevoli della violazione delle norme antitrust e hanno accettato di pagare multe per oltre 890 milioni di dollari.

La tornata di ammende che ammonta a 553 milioni dollari chiude il contenzioso avanzato dalle associazioni dei consumatori di otto stati: Arkansas, California, Florida, Michigan, Missouri, New York, West Virginia e Wisconsin. A pagare saranno questa volta Samsung, Sharp, Innolux Corp, Hitachi, HannStar Mostra Corp, Chungwha Picture Tubes e Epson Imaging Devices Corp.

Il procuratore generale di New York Eric Schneiderman ha spiegato che “il cartello dei prezzi messo in piedi dalle suddette aziende ha manipolato il mercato svantaggiando quelle che rispettano le regole, e danneggiato i consumatori, che sono stati costretti a pagare prezzi gonfiati artificialmente per televisori, computer e altri dispositivi elettronici“.

Indagini in corso anche su AU Optronics, LG e Toshiba

Come spiegato dall’agenzia Reuters, le multe non sono frutto di una sentenza, ma di un accordo extragiudiziario che le aziende hanno sottoscritto con la procura. Spetterà a Samsung pagare il conto più salato: 240 milioni di dollari, seguita da Sharp con 115,5 milioni di dollari e Chimei Innolux Corp (un’azienda taiwanese), che verserà 110,3 milioni di dollari.

Secondo i documenti depositati venerdì presso il tribunale distrettuale di San Francisco, Hitachi Display pagherà 39 milioni di dollari, HannStar Mostra Corp 25,7 milioni di dollari, Chunghwa Picture Tubes 5,3 milioni di dollari e per finire Epson Imaging Devices Corp con 2,9 milioni di dollari.

Di questa somma, circa 501 milioni di dollari sarà destinata al programma di rimborso dei consumatori, mentre gli altri 37 milioni di dollari andranno a i governi e agli altri soggetti coinvolti, sotto forma di danni legali.

HP aveva denunciato AU Optronics per i prezzi troppo salati degli LCD per notebook

L’accordo quadro con le cifre che abbiamo indicato sarà sottoposto all’approvazione della Corte prima di diventare effettivo. È stato inoltre stabilito che saranno preparati programmi di conformità alle leggi antitrust atti a perseguire altri imputati. A completare la lista mancano infatti la taiwanese AU Optronics Corp (uno dei più grandi produttori di pannelli LCD), la sudcoreana LG Display Co. e la giapponese Toshiba Corp.

La vicenda quindi non è ancora chiusa, ma il cartello sui prezzi dei pannelli LCD è costato caro a chi è stato coinvolto. Ricordiamo infatti che il 7 dicembre scorso è stato chiuso, a San Francisco, un altro accordo per 388 milioni di dollari di cui Sharp e Samsung hanno dovuto pagare rispettivamente 105 e 82,7 milioni di dollari. Nel mese di ottobre era toccato alla Corea del Sud multare sei produttori di LCD, tra cui Samsung e LG Display, per un totale di 176 milioni di dollari.

Anche l’Unione Europea ha fatto la sua parte, comminando a dicembre 2010 una multa di 649 milioni di euro a un gruppo di produttori di pannelli fra cui LG Display, AU Optronics, Chimei InnoLux, Chunghwa Picture Tubes e HannStar Display.