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Proton VPN – Recensione

Proton VPN

Proton VPN è un servizio di Virtual Private Network decisamente atipico, nel senso che se ne frega platealmente delle prassi commerciali ormai consolidate nel proprio segmento. Come abbiamo avuto modo di constatare già in altre occasioni, infatti, il mercato delle VPN è da tempo diventato super-competitivo. Quello che alcuni player inizialmente offrivano come optional, è diventato obbligatorio e, nonostante tutte queste aggiunte, l’utente è sempre e comunque alla ricerca del prezzo più basso. Forte del proprio servizio principale ProtonMail, invece, la ginevrina Proton Technologies ha deciso di non inseguire i concorrenti nella gara al ribasso dei prezzi e di mantenere le tariffe volutamente parecchio più alte della media. Scelta suicida? Dipende… Come avremo modo di vedere, potrebbe anche avere un senso.

Piani e prezzi di Proton VPN

Proton VPN

La buona, anzi ottima notizia è che Proton VPN offre un servizio completamente gratuito. Questo mette Proton VPN all’interno di un gruppo molto ristretto (in compagnia di aziende come TunnelBear e Windscribe) e dimostra una certa voglia di mettersi in gioco da parte dell’azienda elvetica. Come servizio è comunque molto limitato, perché offre un’unica connessione su tre sole nazioni, a una velocità comunque ridotta rispetto a quella della versione a pagamento. Però è un buon modo di provare Proton VPN e di verificare se fa per voi.

Le cattive notizie sono invece costituite dal resto dei piani a pagamento: la versione “basica”, che include poco più di quella free (in aggiunta sblocca tutte le 51 location disponibili, a velocità massima e aggiunge i server dedicati al file sharing, ma offre solo una connessione aggiuntiva) costa 4 dollari al mese (come Nord VPN, che però offre molti più optional e 6 connessioni contemporanee), quella Plus 8 dollari al mese (come Express VPN, che però è considerata la miglior VPN, quanto a velocità, servizio clienti e numero di opzioni incluse) , aggiungendo 5 connessioni simultanee e delle opzioni di sicurezza pensate per la navigazione nel Deep Web. C’è infine, alla considerevole cifra di 24 dollari al mese, la versione Visionary, che porta le connessioni simultanee a 10 e alle opzioni della versione Plus aggiunge un account ProtonMail Visionary. Volendo si può risparmiare poco meno di un terzo del prezzo di listino, se si sceglie una sottoscrizione biennale, in tal caso i prezzi scendono rispettivamente a 3,29, 6,63 e 19,96 dollari al mese.

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Per assurdo che possa sembrare, la versione più conveniente tra quelle a pagamento è proprio l’ultima, perché in pratica, se andate a controllare il costo di un account ProtonMail Visionary, scoprirete che il servizio di VPN in pratica ve lo regalano. Anzi: se optate per l’abbonamento biennale, finirete addirittura per pagare 4,04 dollari al mese in meno, possibilità che i sottoscrittori di ProtonMail non hanno (quantunque anche loro, alla tariffa massima, guadagnino accesso a Proton VPN).

Privacy

Proton VPN

Dal punto di vista della privacy Proton VPN parte favorita dal fatto di essere un’azienda svizzera e quindi totalmente al di fuori della giurisdizione dell’alleanza 14-Eye. Come abbiamo avuto modo di ricordare più volte questo consorzio (inizialmente fondato da USA, UK e Canada e di cui ora fa parte anche l’Italia, insieme ad altre nazioni europee) consente forti limitazioni alla privacy personale e intercettazioni e archiviazioni preventive dei dati e dei file (mail, foto, audio e video) degli utenti, che possono poi essere scambiati tra i paesi aderenti, anche in assenza di notizie di reato. Gli esiti sciagurati di queste policy si sono visti qualche anno fa, quando a essere intercettata fu nientemeno che la cancelliera tedesca Angela Merkel, che, giustamente, levò la sua vibrata protesta. Inutile dire che il comune cittadino europeo è ancor meno difeso e rappresentato della first lady teutonica e quindi utilizzare una VPN che non sia soggetta a giurisdizione USA o EU e la cui sede legale sia in un paese in cui giudici siano addirittura pronti a opporsi a rogatorie internazionali viziate da fumus persecutionis (come la Svizzera, o la Romania), è sicuramente una buona idea.

Oltre a ciò, sul sito ufficiale, i gestori di Proton VPN si fanno vanto di godere di una “forte protezione legale” e di prendere molto sul serio la privacy dei propri utenti.

Ma siccome oltre alle parole contano i fatti, Proton VPN ha anche fatto una cosa che pochi altri si sono azzardati a fare: ha reso pubblico il codice sorgente di tutte le sue app (che è stato realizzato da scienziati del CERN, come documentato sul sito dell’ente di ricerca) e lo ha fatto sottoporre ad audit da terze parti (tra cui i tecnici di Mozilla e della Commissione Europea).

A ben vedere c’è comunque da osservare che è difficile immaginare che chi prende soldi (qualche milione di euro di finanziamento) dalla Commissione Europea, possa poi opporsi a richieste pressanti, magari anche sottobanco, del suo stesso finanziatore, ma rimane il fatto che, almeno sulla carta, Proton VPN offre una protezione maggiore rispetto a quella di altri competitor.

Naturalmente viene garantita l’applicazione di una severissima politica No-log: l’azienda assicura di non sapere nulla e di non tenere traccia alcuna delle navigazioni e dell’attività dei propri utenti, una volta collegati.

La garanzia di protezione, inoltre, è decisamente rafforzata dai protocolli crittografici e dai dispositivi tecnici messi in campo dall’azienda ginevrina: di base tutto il traffico degli utenti è offuscato con algoritmo AES-256, ma per decrittarlo, occorre un handshake basato su chiave a 4096-bit RSA, e-mail e messaggistica, ovviamente, dato il background di Proton Technologies, sono trattate con algoritmo SHA-384 (sviluppato dalla National Security Agency).

A ciò si aggiunga che nessuno dei server di Proton utilizza protocolli di bassa sicurezza (come PPTP e L2TP/IPSec), ma solo IKEv2/IPSec e OpenVPN. È ovviamente previsto un Killswitch in caso di caduta della connessione alla VPN e controlli di sicurezza per prevenire i leak DNS.

Proton VPN, infine, ha un supporto nativo per il browser TOR e quindi vi protegge anche nel caso in cui vogliate mettere il naso nei meandri del Deep Web.

Prestazioni

Proton VPN

Dobbiamo essere sinceri: per la nostra prova abbiamo utilizzato la versione free di Proton VPN e non quella a pagamento, quindi non possiamo dire che i risultati delle nostre analisi abbiano valenza assoluta. Rimane il fatto che, utilizzando solo Proton VPN, con il collegamento più veloce (Italia), abbiamo registrato una perdita della velocità pari al 27%, rispetto al nostro traffico senza.

L’impressione è stata corroborata dal fatto che, collegando una seconda VPN free (ZenMate), la velocità è tornata ai livelli consueti anziché scendere, come sarebbe stato naturale aspettarsi, con due VPN collegate in cascata.

Appare quindi incontrovertibile il fatto che Proton VPN, almeno nella sua versione free, non sia particolarmente performante. Questo ovviamente non vuol dire che le versioni Basic, Plus, o Visionary non garantiscano velocità molto maggiori, visto che l’azienda garantisce fino a 10 Gbps ai clienti paganti. Tuttavia, quanto a servizi gratuiti, sul mercato ce ne sono di molto più veloci.

App e installazione

Proton VPN

Sul versante App, Proton VPN è veramente a un altro livello rispetto alla concorrenza.

Sul sito si trovano link a versioni dedicate per: Windows, Mac, iOS, Linux e Router, istruzioni dettagliate per configurare un server domestico o aziendale e per utilizzare i servizi di sblocco regione per i principali SVOD (Netflix, Disney+, Prime, BBC iPlayer, Now TV, HBO, ESPN+ e tanti altri…).

Scaricare, installare e configurare è molto semplice. L’App in sé e per sé è una delle migliori che abbiamo visto: interfaccia chiara, con tutto ciò che serve identificabile a colpo d’occhio e addirittura l’indicazione del volume di traffico prodotto in un dato momento e il consuntivo della sessione.

Grazie alle impostazioni è possibile decidere un minimo di configurazione (in questo Proton VPN ha ridotto le opzioni dell’utente al minimo sindacale, ma non è necessariamente una cosa negativa) e, per esempio, indicare applicazioni particolari che debbano fruire di split tunnelling, ossia essere escluse dalla protezione della VPN.

Se c’è da fare un appunto è relativo al fatto che alcune funzioni importanti, come la protezione per navigare il Deep Web, o l’accesso a determinati server, siano riservate solo ai piani più costosi.

Parimenti va stigmatizzato il fatto che la knowledge base non sia esaustiva come quella di alcuni competitor, cosa che pesa parecchio, soprattutto perché Proton VPN non ha un servizio di assistenza in tempo reale, né via chat, né via telefono. Se avete qualche problema, potete soltanto mandare un messaggio al team di supporto.

Quindi per tutto quanto non incluso nella knowledge base (ad esempio: come configurare un server NAS) potete solo sperare in una risposta tempestiva e augurarvi che quello che vi serve sia incluso nel piano da voi sottoscritto.

Verdetto

Proton VPN

Come in altri casi, il giudizio su Proton VPN dipende molto da ciò a cui si dà la priorità. Se la sicurezza è la vostra preoccupazione numero uno (e trattandosi di acquistare un servizio di VPN non sarebbe certo una cosa sbagliata), per esempio, Proton VPN è senz’altro da prendere in seria considerazione. Se il budget è altrettanto importante, sarà invece difficile resistere alle sirene della concorrenza. Se però siete già clienti ProtonMail, fare un upgrade del servizio alla versione Visionary potrebbe addirittura farvi risparmiare. Se, infine, quello che conta per voi sono gli optional, tenete presente che Proton VPN vi offre un supporto ai servizi di streaming e di file sharing, che a molti altri competitor manca e addirittura, nei due piani più costosi, può assistervi nelle vostre peregrinazioni sul Deep e Dark Web. Se siete ancora indecisi, potrebbe valer la pena scaricare la app e utilizzare la versione “free”, provatela un po’ e poi fate le vostre valutazioni in totale autonomia. Sapete come si dice, no? A caval donato

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