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Pubblicare foto di figli minori sui social: profili legali

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Pubblicare le foto di bambini su facebook o altri social media è ormai una prassi assai diffusa. Tuttavia, vista la corposa normativa sulla privacy prevista dal nostro ordinamento, viene da chiedersi se e con quali modalità sia possibile postare le foto dei propri figli sui social senza andare incontro a rischi di carattere legale.  Abbiamo chiesto un parere al Dott. Luigi Dinella dello Studio Legale Fioriglio Croari.

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Come ben sappiamo oggi il mondo reale viaggia di pari passo con quello del web: si assiste, infatti, a un frequente utilizzo dei social network per condividere i propri pensieri e le proprie emozioni. Capita molto spesso che un genitore, senza le dovute cautele, decida di pubblicare foto del proprio pargoletto per mostrare ad amici e conoscenti i vari cambiamenti e i suoi momenti più importanti. Nel compiere questo tipo di operazioni, tuttavia, bisogna prestare particolare attenzione.

Innanzitutto per motivi di buonsenso: i profili social sono duraturi e in futuro una semplice immagine potrebbe risultare gravemente lesiva per il minore ormai cresciuto. Non è inoltre da tralasciare il fatto che nel nostro ordinamento sia presente un'ampia normativa che tutela l'immagine e la privacy, in generale, e dei minori in particolare.

Da ultimo, bisogna considerare i rischi intrinseci nella pubblicazione di foto sui social: vi è un'alta possibilità, infatti, che soggetti terzi riescano a impossessarsi di fotografie pubblicate ingenuamente dai genitori per utilizzarle a fini criminosi (la polizia postale riferisce che molte foto presenti su siti pedopornografici vengono rubate da profili di social network).

In questo articolo andrò ad analizzare la normativa italiana sulla materia in questione, per poi fare un confronto con possibili soluzioni che si stanno facendo avanti in altri stati (anche lo stesso Facebook sta offrendo delle alternative per fornire maggiore tutela al minore). 

Il quadro normativo italiano

L'immagine della persona, nel nostro ordinamento, è tutelata da diverse norme. Innanzitutto, l'art. 96 della legge sul diritto d'autore prevede che il ritratto di una persona non possa mai essere esposto senza il consenso di quest'ultima (altrimenti si rischia d'incorrere nelle pesanti sanzioni previste all'art. 167 del codice della privacy).

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È poi da ricordare il disposto dell'articolo 10 del codice civile, in forza del quale è possibile chiedere la rimozione di un'immagine lesiva della dignità di un soggetto con conseguente possibilità di richiesta di risarcimento danni.

Per quanto riguarda la specifica tutela del minore, la principale fonte normativa è la Costituzione che, all'art. 31, sottolinea l'impegno della Repubblica nella difesa dell'infanzia e della gioventù. Non si deve poi tralasciare il contenuto della Convenzione internazionale sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza, approvata nel 1989, la quale sottolinea in modo netto la necessaria preminenza riconosciuta agli interessi e alla dignità del minore.

Queste indicazioni hanno spinto anche il Garante della privacy a muoversi verso una netta difesa del minore che viene rappresentato in una foto, soprattutto quando questa viene pubblicata sui social network, accessibili a una serie indefinita di soggetti (il garante invita alla cautela e ad adottare specifiche misure protettive per evitare pregiudizi). Gran parte delle normative a protezione dell'immagine, tuttavia, parlano di "consenso dell'interessato", che in questo specifico caso, essendo il soggetto interessato un minore, dev'essere rilasciato dal suo rappresentante legale (art 316 c.c.). Viene dunque da chiedersi se un genitore, in quanto rappresentante legale, possa pubblicare in modo completamente arbitrario le foto di un proprio figlio. In Italia non esiste ancora una regolamentazione specifica, tuttavia possono essere evidenziate alcune limitazioni.

Innanzitutto, dalle norme appena analizzate appare evidente la necessità di adottare particolari cautele nella pubblicazione delle foto al fine di rispettare l'interesse e la dignità del minore. Inoltre recenti cause in materia di divorzio stanno portando alla luce un'importante elemento: affinché possa essere pubblicata la foto di un figlio sul web è necessario il consenso di entrambi i genitori (quando la sentenza stabilisce l'affidamento condiviso dei figli), non essendo consentito che uno dei due lo faccia in modo arbitrario (sono frequenti, di recente, casi in cui con la sentenza di divorzio si sia arrivati a ordinare anche la cancellazione delle foto del minore pubblicate).

Le innovazioni all'estero e i rimedi di Facebook

Particolare attenzione merita la modalità con cui il tema è affrontato in Francia (e altri Stati), in cui la legislazione sulla privacy parla espressamente di "responsabilità dei genitori nei confronti dell'immagine dei propri figli" e dunque invita ogni genitore a pensarci due volte prima di pubblicare immagini di questi.

Le conseguenze, in caso contrario, potrebbero essere molto pesanti: vi è il rischio, infatti, di incorrere in una sanzione pecuniaria fino a 45.000 euro, oltre alla possibilità di reclusione fino a un anno. Il minore le cui foto vengano pubblicate senza il suo consenso, dunque, una volta diventato maggiorenne, potrebbe fare causa ai propri genitori per il pregiudizio subito e far irrogare le sanzioni appena indicate.

Per far fronte al problema della tutela dell'immagine del minore anche Facebook si è attivato direttamente offrendo soluzioni che preservino maggiormente il pargolo. Sembra, infatti, che il colosso voglia inserire una funzione specifica che informi automaticamente i genitori in procinto di pubblicare le foto dei propri figli dei possibili rischi legali che potrebbero essere connessi alla pubblicazione della foto senza autorizzazione.

Conclusioni

Sebbene il tema sia ancora ampiamente dibattuto, l'utilizzo di particolare cautela e attenzione nella pubblicazione delle foto aiuterebbe a ridurre notevolmente i rischi. Potrebbe essere utile, ad esempio, utilizzare album privati accessibili solo a una ristretta cerchia di amici, ed evitare di pubblicare foto che ritraggano bambini nudi, in biancheria o che facciano riferimento a scuole o luoghi che questi frequentano (per evitare il rischio di pedopornografia).

In attesa di sviluppi normativi e giurisprudenziali, dunque, come ha sottolineato anche il Garante della privacy, la cautela sarà il miglior rimedio per evitare futuri problemi.