CPU

RaspBerry Pi esaurito, si pensa alla versione media center

Il RaspBerry
Pi è andato a ruba: tutte le unità disponibili sono state esaurite in due ore, e chi intende acquistare il mini computer con Linux da 25 dollari dovrà aspettare fino a sei settimane, quando sarà consegnata al produttore la prossima fornitura. Lo ha confermato a PC World Eben Upton, direttore esecutivo della RaspBerry Pi Foundation, spiegando che “ci vorrà almeno un mese, se non sei settimane, perché siano pronti per la vendita i lotti successivi di produzione”.

RaspBerry Pi

Il computer grande come una carta di credito che offre solo funzioni di base era stato progettato in origine come strumento per promuovere la programmazione tra gli studenti e i giovani in generale, quindi avrebbe dovuto essere, almeno inizialmente, un prodotto di nicchia. Invece gli appassionati di tecnologia hanno visto molteplici opportunità in questo concentrato di tecnologia, che consente la riproduzione di video a 1080p, supporta lo streaming di file, ha funzioni di registrazione video e può essere connesso all’AirPlay di Apple. Gli sviluppatori si sono preparati a scrivere applicazioni per trasformarlo in un media center, oppure in un apparecchio per lo streaming.

Il RaspBerry Pi non supporta Wine

È per questo che la produzione iniziale di 10mila unità non è bastata nemmeno per soddisfare le richieste della prima giornata, quando i siti web autorizzati alla vendita sono stati presi d’assalto e i server sono collassati ripetutamente. Davanti a questo clamore popolare c’è da sperare che la fondazione Raspberry Pi abbia rivisto i numeri e abbia quantomeno raddoppiato la produzione, per soddisfare tutti coloro che sono rimasti a bocca asciutta e che a questo punto potrebbero decidere di restare in attesa del modello B, che era stato previsto in arrivo “qualche settimana dopo” quello A.

Intanto è trapelata la prima limitazione del RaspBerry Pi: non supporta WINE, il software che permette agli utenti Linux di eseguire programmi Windows.