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RaspBerry Pi: le alternative per il media center economico

Il RaspBerry Pi ha avuto un successo fulminante grazie al prezzo stracciato di 25 dollari e alla capacità, intravista dai molti smanettoni della rete, di usarlo come media center a basso costo. Molti stanno aspettando che torni in vendita dopo il tutto esaurito, ma forse non sanno che ci sono alternative molto interessanti. Del Cotton Candy avevamo già parlato, ma il prezzo di 199 dollari sembra francamente fuori mercato.

Cubox, l’alternativa al RaspBerry Pi da 99 euro

Per spendere meno si può prendere in considerazione il Cubox, un mini-PC che misura 2 pollici cubi e viene presentato dal produttore come piattaforma di sviluppo per soluzioni set-top-box, NAS e media center. Come il RaspBerry Pi è in grado di riprodurre e codificare video a 1080p, quando è acceso consuma meno di 3 Watt, mentre in standby arriva a 1 Watt. È equipaggiato con un SoC Marvell Armada 510 da 800 MHz, affiancato da 1 GB di memoria DDR3 alla stessa frequenza.

La connettività è decisamente superiore a quella del RaspBerry Pi: sono previste l’uscita HDMI, la Gigabit Ethernet, l’audio SPDIF, un connettore eSATA da 3 Gbps, due USB 2.0, una micro-USB e un vano per le schede micro-SD. Come sistema operativo sono supportate diverse distribuzioni Linux, fra cui Ubuntu e Debian, oltre ad Android. Il prezzo è di 99 euro.

Allwinner A10: costa 7 dollari

Se volete stabilire il record di spesa più bassa per l’acquisto di un PC dovrete però pensare all’Allwinner A10, che promette di costare solo 7 dollari in Cina. La configurazione prevede un SoC ARM Cortex A8 da 1.5 GHz con GPU MALI400 e supporto a OpenGL ES 2.0, che supporta la riproduzione a 2160p con accelerazione hardware. La memoria in dotazione è pari a 1GB di DDR3, ed è predisposto un controller per touchscreen resistivi. La connettività comprende fino a due USB 2.0, l’uscita HDMI e la presa Ethernet 10/100. Il kernel è Linux GPL, con codice di localizzazione e istruzioni per il download sul sito di Tech Rhombus.

Com’è facile intuire dalla proliferazione di prodotti simili al RaspBerry Pi, il piccolo computer economico ha innescato un vero e proprio fenomeno mediatico, probabilmente sottovalutato persino dalla Fondazione che l’ha prodotto e che pensava solo a un sistema per avvicinare i giovani alla programmazione. Di fatto questi sistemi hanno sulla carta i numeri per diventare dei media center a basso costo, e questo ha entusiasmato il grande pubblico, oltre agli appassionati di Linux che hanno apprezzato la scelta open source del sistema operativo.

Ora c’è una versione di Arch Linux apposta per il RaspBerry Pi

Proprio riguardo a Linux c’è una novità: è disponibile Arch Linux ARM compatibile con il RaspBerry Pi, adatto per coloro che vorranno costruire il proprio sistema operativo aggiungendo solo i componenti di cui necessitano. Arch Linux non avrà un’interfaccia grafica utente, ma dopo l’avvio sarà possibile installare manualmente una GUI. Si scarica direttamente dalla pagina ufficiale del RaspBerry Pi.