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La nuova Touch Bar e Touch ID

Pagina 3: La nuova Touch Bar e Touch ID

Eccoci alla caratteristica più discussa dei nuovi MacBook Pro, cioè la Touch Bar. Al posto dei tasti funzione ora c'è uno schermo touchscreen OLED lungo quanto tutta la tastiera. Lo scopo di questo elemento è offrire, in base alla situazione, dei comandi veloci e delle scorciatoie per comandi più complessi.

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Di base dovrete interagire con questa barra per regolare il volume, cambiare la luminosità dello schermo o della tastiera, per il tasto ESC o i controlli multimediali. Inoltre in base all'applicazione troverete delle funzioni speciali.

Praticamente tutte le applicazioni Apple usano già questa Touch Bar, ma anche il pacchetto Office di Microsoft, Photoshop e molte altre applicazioni hanno già o stanno integrando il supporto.

Come cambia l'interazione con il MacBook? La risposta è "dipende dall'applicazione". Per le funzioni base non ci sono particolari problemi da segnalare, soprattutto perché è possibile personalizzarla in base alle proprie esigenze. Oltretutto siamo certi che usciranno software che permetteranno di andare oltre alle ottimizzazioni di base offerte da Apple, che sono si complete, ma comunque non vanno oltre alle funzioni standard.

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Per quanto riguarda invece le applicazioni il discorso è più complesso, facciamo quindi degli esempi. Mentre state scrivendo un testo, se siete dei bravi scribacchini probabilmente la tastiera non la guarderete mai, e lo stesso succederà con la Touch Bar, poiché vi rallenterebbe. Se invece siete tra coloro che spostano continuamente la vista dalla tastiera allo schermo, vale la stessa cosa: spostare la vista dalla tastiera, allo schermo, alla Touch Bar, non è comodo. Ci sono però alcuni casi, come ad esempio quando vorrete inserire una nuova parola nel vocabolario automatico, in cui la Touch Bar aiuta: basterà cliccarci sopra con un dito.

Molto utile ad esempio per le formattazioni, sia nella creazione di documenti sia nei fogli di calcolo. Basta selezionare il testo o la cella e applicare un colore, cambiare la dimensione del carattere, l'allineamento, eccetera. Ora l'attivazione di Siri è presente direttamente tra i tasti virtuali.

Se state scrivendo dei messaggi con "Messaggi", potrete usare la Touch Bar per inserire velocemente gli smile, se riceverete una telefonata (con iPhone collegato alla stessa rete e stesso Apple ID), potrete rispondere direttamente, se state guardando delle fotografie potrete sfogliarle e se state guardando un video potrete controllarne la riproduzione.

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Con Mail, ad esempio, l'abbiamo trovata poco utile. Abituati a usare tutte le scorciatoie da tastiera, l'interazione con la TouchBar rallenta. Nella navigazione sul web non porta alcun concreto vantaggio. Con il Calendario offre tutti i comandi di navigazione, ma viene più spontaneo usare il mouse così da non distogliere l'attenzione dallo schermo. Con il Finder le scorciatoie da tastiera sono così naturali che non viene la voglia di usare la TouchBar.

Insomma, possiamo riassumere così. In quelle attività ad alta produttività dove c'è una completa serie di scorciatoie da tastiera, la Touch Bar è solo un impiccio e finirete per non usarla. Nelle attività semplici in cui è però necessaria concentrazione, cioè quando è meglio non distogliere gli occhi dallo schermo, non la userete. Invece in tutte le attività miste di produzione (fogli di calcolo, scrittura, montaggio video, foto ritocco, etc), la Touch Bar aiuta. Anziché passare da un menù all'altro dell'applicazione per selezionare le varie funzioni, le avrete tutte a portata di dito. Non rivoluziona completamente l'uso del MacBook, ma offre un vantaggio in alcune applicazioni e interazioni, soprattutto per chi fa elevata produttività.

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Segnaliamo tuttavia un paio di difetti. Durante la scrittura di un documento, con il dizionario attivo (per suggerire le parole), a volte la digitazione rallentava per qualche secondo, per poi riprendersi. Questo è un difetto che potrà essere risolto con una patch. Il secondo difetto è il posizionamento troppo vicino alla tastiera. Ci è capitato, diverse volte, di inviare un comando sfiorando inavvertitamente la superficie. Un millimetro più in alto avrebbe evitato questi input non voluti e non avrebbe cambiato nulla per quanto riguarda la comodità d'uso.

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Finalmente anche i MacBook hanno un lettore d'impronte digitali, ereditato direttamente dagli iPhone. È posizionato all'altezza della Touch Bar, all'estrema destra, ed è anche un tasto. Ora per accendere il MacBook basterà aprire lo schermo. Cliccando sul TouchID si manderà il sistema in stand by, mentre il posizionamento del dito (e lettura dell'impronta digitale) lo riaccenderà. Il sistema è in grado di riconoscere più impronte, quindi potrete usarlo anche per accedere a profili differenti.

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L'autenticazione è veloce, così come la riattivazione. Non veloce quanto un iPhone, ma più veloce rispetto a premere un tasto per far riprendere il portatile dallo stand by / salvaschermo, e poi inserire una password.

Funziona bene, era atteso da tempo, finalmente c'è.