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Red Star, il sistema operativo nordcoreano controlla tutti

Il governo della Corea del Nord ha realizzato un proprio sistema operativo. Si chiama Red Star ed è basato su Linux Fedora. È un nuovo strumento per rafforzare la sorveglianza di massa verso i cittadini nordcoreani e stringere la presa sulla circolazione di materiali non autorizzati.

Si chiama Red Star (Stella Rossa) il sistema operativo che la Corea del Nord ha realizzato per i propri cittadini, con il probabile obiettivo di sostituire Windows XP, che stando a quanto si sa del riservatissimo paese asiatico è ancora il SO più usato.

red star

Red Star è stato esaminato da due ricercatori tedeschi (Florian Grunow e Niklaus Schiess, della società ERNW), che ne hanno svelato alcuni aspetti importanti. In estrema sintesi, come si legge su The Guardian, "il sistema operativo della Corea del Nord rispecchia quello politico – segnato da un alto livello di paranoia e sorveglianza invasiva verso gli utenti".

La versione di Red Star esaminata risale al 2013 ed è basata su Fedora, con un'interfaccia che ricorda molto OS X di Apple. Forse in omaggio al leader Kim Jong, che a quanto pare ama particolarmente i prodotti di Cupertino. In alcuni aspetti la copia è sfacciata, tanto che è rimasto persino il link ad apple.com – che probabilmente non è raggiungibile dalla Corea del Nord. 

Secondo i ricercatori lo sviluppo di un sistema operativo internamente potrebbe avere due ragioni principali: il controllo dei cittadini tramite uno strumento di sorveglianza, ma anche la paura che il software importato possa integrare backdoor che aiutino le spie di altri paesi.

Più interessanti, tuttavia, sono alcuni degli aspetti interni di Red Star. Naturalmente questo sistema operativo non potrà collegarsi a Internet come facciamo noi, ma dovrà passare dal grande firewall nordcoreano, che elimina tutti i contenuti potenzialmente sgraditi al governo.

Un governo che ha il controllo totale del software, e che limita alla radice le azioni dell'utente. Impossibile disabilitare l'antivirus o il firewall integrato, per esempio. Red Star inoltre integra un sistema che "marchia" tutti i file, rendendo sempre rintracciabile la loro origine. Con questo strumento il governo nordcoreano potrebbe riuscire ad arginare la circolazione di materiale non autorizzato, che normalmente i cittadini si passano di mano in mano proprio tramite pendrive o altri supporti. Con Red Star sarebbe più semplice trovare le persone che hanno avviato la diffusione.

Una palese invasione della privacy che nessuno in Occidente sarebbe disposto ad accettare, ma è invisibile all'utente di Red Star, e i cittadini meno esperti non si renderanno nemmeno conto di ciò che sta accadendo quando – magari – vorranno passare un film o un disco "censurato".

Red Star, notano infine i ricercatori, è un sistema operativo pensato per i cittadini della Corea del Nord. In quanto tale, offre le funzioni di base e alcune semplici applicazioni preinstallate, come un editor di testo o un calendario.

Del tutto assenti, invece, funzioni per la cyberwarfare. La Corea del Nord è stata accusata spesso di essere fin troppo attiva nella guerra digitale, ma questo nuovo sistema operativo non fa parte del suo arsenale, a quanto pare.