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Ryzen 2 e Ryzen 3 a 7 nanometri, parola di AMD

La prossima generazione di AMD Ryzen userà la litografia a 7 nanometri. Ad affermarlo è Mark Papermaster, CTO di AMD intervistato da EE Times. L'azienda dunque non smette di accelerare e mettere pressione al concorrente Intel, che ha promesso i primi chip "sperimentali" entro la fine di quest'anno.

"Abbiamo dovuto letteralmente raddoppiare i nostri sforzi tra i team di progettazione e fabbricazione … è il passaggio evolutivo più duro che ho visto in molte generazioni", ha commentato Papermaster. Ci vogliono nuovi strumenti CAD, modifiche all'architettura e nelle connessioni tra i transistor.

D'altra parte ci si sta avvicinando moltissimo a limiti fisici che potrebbero (condizionale obbligatorio) essere insuperabili. Con transistor così piccoli (il DNA è nell'ordine dei 2,5 nanometri), infatti, gli effetti quantistici si fanno sentire e diventa molto difficile tenere gli elettroni sui percorsi prestabiliti. A tal proposito, il primo risultato sperimentale lo dobbiamo a IBM, che lo ottenne un paio di anni fa.

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Ma i problemi saranno risolti, così che Zen 2 e Zen 3 saranno processori a 7 nanometri. Per riuscirci, continua Papermaster, "dobbiamo rafforzare la collaborazione con le fabbriche e il settore industriale della progettazione elettronica (EDA)".  A tal proposito è utile ricordare che AMD non ha fabbriche proprie, ma cerca di esercitare un controllo totale sui propri partner.

Papermaster conta sul fatto che le fabbriche cominceranno a usare la litografia EUV (Extreme Ultra Violet) entro il 2019, riducendo così il bisogno del quad patterning, che pure è una tecnica consolidata e che in teoria permetterebbe di arrivare a 5 nm FinFET. Secondo il dirigente AMD però la tecnica EUV permetterebbe di ridurre i costi di produzione, e soprattutto di accelerare i tempi di progettazione.

Anzi, Papermaster è convinto che si tratti di una tecnologia con il potenziale per creare "un'era di legge di Moore potenziata, con miglioramenti nella densità e vantaggi di costo a ogni passaggio. Ma i costi delle maschere aumentano e le frequenze dei chip non crescono, quindi per sostenere il passo dello sviluppo sarà determinante il modo in cui mettiamo insieme le soluzioni".

Papermaster ha speso due parole anche per chi fa software, chiedendo in particolare maggiori sforzi per usare di più e meglio la parallelizzazione e i processori con più core. Comprensibile vista l'architettura di Ryzen e gli altri prodotti recenti di AMD. Ma anche escludendo gli interessi specifici di quest'azienda, risulta abbastanza chiaro che l'hardware attuale, e di più quello futuro, potrebbe essere sfruttato meglio dal software (non solo videogiochi naturalmente).