Memorie

Samsung davanti a Intel nelle vendite di chip anche quest’anno

Lo scorso anno Samsung ha superato Intel, diventando così il più grande produttore di chip, in termini di vendite, al mondo. Secondo una ricerca di IC Insights quest’anno non andrà diversamente, anzi, ci si aspetta che Samsung aumenti il divario nei confronti dell’azienda di Santa Clara. Secondo le proiezioni sembra che Samsung venderà nel 2018 chip per 83,3 milioni di dollari, il 18% in più di Intel. Lo scorso anno, l’azienda coreana aveva superato Intel del 7%.

C’è da precisare, comunque, che qui si parla di chip in generale, e Samsung sotto questo punto di vista può vantare un buon numero di acquirenti per quanto riguarda le sue memorie DRAM e NAND.

La ricerca di IC Insights fornisce altri dati interessati: sembra infatti che, in proiezione, i 15 maggiori fornitori di semiconduttori chiuderanno il 2018 con un aumento delle vendite del 18%, due punti percentuali in più rispetto a tutta l’industria dei chip. Nel dettaglio, nove di questi quindici fornitori dovrebbero segnare un aumento del 10%, mentre quattro un incremento del 20%.

Nonostante poi ci sia stato un calo nei prezzi delle memorie nell’ultimo periodo, per Samsung, SK Hynix e Micron (i tre maggiori produttori) si prevedono aumenti nelle vendite del 25% rispetto a un 2017 già molto positivo. SK Hynix dovrebbe poi essere l’azienda con la crescita maggiore, pari al 41%.

Come detto in apertura, parlando di chip in generale Samsung può contare sulle sue DRAM e NAND. IC Insights lo conferma e prevede che l’84% dei ricavi dell’azienda sudcoreana arriverà proprio dai chip di memoria, contro l’81% dello scorso anno. Nello specifico, ci si aspetta che alla fine dell’anno le vendite di questi chip cresceranno fino al 31%, arrivando a 70 miliardi di dollari.

Per quanto riguarda gli altri chip prodotti da Samsung, la crescita prevista è solo del 6%, pari a 13,3 miliardi di dollari.

Tra tutte le 15 realtà analizzate, l’unica per cui è previsto un trend negativo è Qualcomm, le cui vendite dovrebbero calare del 3%.