Schede Grafiche

Sapphire prevede il ritorno del mining con le GPU grazie a Grin. Arriva una RX 570 con 16 GB di memoria

Molti di voi ricorderanno come un incubo il fenomeno del mining di criptovalute con le GPU che ci ha accompagnato nel 2017 e per una parte del 2018. Schede video introvabili, prezzi alle stelle. Qualcuno, come i produttori di schede video, ricorda quel periodo di “vacche grasse” in modo decisamente diverso dai consumatori, tanto che Sapphire Technology sembra interessata a “riaccendere” il fenomeno, o quantomeno ne pronostica un possibile ritorno alla ribalta.

Prima di cadere dalla sedia però, un po’ di contesto. Partiamo dal prodotto. Sapphire ha annunciato il prossimo arrivo di una Radeon RX 570 con 16 GB di memoria, una soluzione pensata prettamente per la nuova criptovaluta Grin, un’implementazione di MimbleWimble, un protocollo blockchain proposto nel 2016 da un anonimo dal nickname “Tom Elvis Jedusor” – qualcuno avrà già identificato i riferimenti a Harry Potter.

In un post su Medium intitolato “Why GPU mining is making a comeback with Grin!“, il vicepresidente del marketing globale di Sapphire Technology, Adrian Thompson, scrive che la nuova scheda avrà un costo moderato e grazie a una versione dell’algoritmo di Grin “amica delle GPU”, la RX 570 16GB diventerà sostanzialmente “una macchina stampa soldi”. Grin appartiene al filone delle cosiddette “privacy coin”, che si concentrano su sicurezza e anonimità delle transazioni e puntano a risolvere le debolezze delle criptovalute esistenti.

“Come le altre crypto, le transazioni sono validate e poi aggiunte alla blockchain tramite il processo del mining. Per Grin ciò significa risolvere un algoritmo PoW (proof of work) chiamato Cuckoo Cycle, legato alla memoria, con i miner ricompensati in valuta per i loro sforzi”, spiega Thompson.

Grin sarà disponibile in due forme, un algoritmo chiamato Cuckaroo resistente al mining con gli ASIC ma gestibile da CPU e GPU, e uno chiamato Cuckatoo che invece permetterà agli ASIC di esprimersi al meglio. La profittabilità di ciascuno algoritmo cambierà nel tempo, con la forma resistente agli ASIC che sarà inizialmente più vantaggiosa al lancio della criptovaluta. “La buona notizia per i miner con le GPU è che almeno inizialmente il 90% delle ricompense sarà riservata all’algoritmo Cuckaroo resistente agli ASIC. Questo dovrebbe rallentare la crescita del mining con gli ASIC e incoraggiare un mercato del mining decentralizzato”, scrive Thompson.

“L’algoritmo Cuckaroo subirà un fork ogni sei mesi per contrastare il dominio degli ASIC, mentre Cuckatoo non subirà fork. Le ricompense scenderanno del 3,75% al mese fino a quando ci saranno ritorni vicino allo zero dopo due anni. A quel punto, dovrebbe essere disponibile una gamma di miner ASIC per fornire la concorrenza e mantenere l’attività decentralizzata”.

La nuova RX 570 di Sapphire, con i suoi 16 GB di memoria (che saranno il minimo per Cuckatoo nel 2020 a detta di Thompson), può “minare” entrambe le forme dell’algoritmo per almeno 2 anni, passando tra le due in base ai mutamenti di difficoltà e profittabilità, un processo detto “dual mining”. L’algoritmo Cuckatoo di Grin richiede 11 GB di memoria, mentre Cuckaroo (più amichevole per le GPU) necessita di oltre 5,5 GB di memoria grafica, da qui i 16 GB di VRAM sulla scheda.

Sapphire ha quindi deciso di scommettere su Grin e pronostica un ritorno del mining con le GPU. L’azienda ha da una parte tutto il diritto di provarci e fare le proprie scommesse, ma in tutta onestà speriamo che fallisca. Non per essere cattivi, ma da appassionati di computer e videogiochi non ci piacerebbe vedere il ritorno del mining di criptovalute con le GPU e il suo carico di conseguenze per l’intero settore.

Chi fosse interessato ad approfondire le basi di Grin, può farlo dal sito ufficiale.