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SCO estende le licenze linux al resto del mon

SCO Group ha esteso il programma di licenza per gli utenti di Linux a tutto il mondo, Europa inclusa, attraverso le sue filiali e la sua capillare rete di rivenditori. Questo significa che anche le aziende che hanno la propria sede al di fuori degli Stati Uniti, e che utilizzano Linux, rischiano ora di essere […]

SCO Group ha esteso il programma di licenza per gli utenti di Linux a tutto
il mondo, Europa inclusa, attraverso le sue filiali e la sua capillare rete
di rivenditori. Questo significa che anche le aziende che hanno la propria sede
al di fuori degli Stati Uniti, e che utilizzano Linux, rischiano ora di essere
trascinate in tribunale con l’accusa di violare i copyright di UNIX.

Sebbene ad oggi SCO non abbia aperto nessuna causa contro gli utenti di Linux,
l’azienda ha ribadito proprio di recente la volontà di spiccare le prime
denunce: fra i primi bersagli dovrebbero esserci alcune multinazionali americane
ed europee.

Le licenze concesse da SCO, del costo "promozionale" di 699 dollari,
garantiscono "l’uso run-time dei binari di Linux per tutti gli utenti commerciali
che utilizzano una qualsiasi versione di Linux basata sul kernel 2.4 o successivo".

"In qualità di società quotata in borsa, SCO ha la responsabilità
di proteggere la propria proprietà intellettuale e di perseguire azioni
legali nel caso in cui essa sia violata", si legge un comunicato diffuso
da SCO negli scorsi giorni. "Proprietà intellettuale di SCO è
stata trovata all’interno del sistema operativo Linux. SCO ha immediatamente
e chiaramente informato gli utenti finali di Linux sulla gravità della
violazione di tale proprietà intellettuale. Il 18 novembre scorso, SCO
ha quindi annunciato di avere ampliato il mandato a David Boies di Boies, Schiller
and Flexner per rappresentare SCO nelle dispute legali con utenti finali che
l’azienda pensa saranno avviate entro la metà di febbraio 2004".