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Serve hardware di nuova concezione, ci pensa la DARPA

Un maxi investimento da 1,5 miliardi di dollari e un programma suddiviso su un arco di tempo di cinque anni per rivoluzionare l'industria statunitense dei chip e mantenere la leadership del mercato, rivitalizzando l'ormai agonizzante Legge di Moore. È ERI (Electronics Resurgence Initiative), il programma avviato dalla DARPA (Defense Advanced Research Projects Agency), l'agenzia di ricerca […]

Un maxi investimento da 1,5 miliardi di dollari e un programma suddiviso su un arco di tempo di cinque anni per rivoluzionare l'industria statunitense dei chip e mantenere la leadership del mercato, rivitalizzando l'ormai agonizzante Legge di Moore.

È ERI (Electronics Resurgence Initiative), il programma avviato dalla DARPA (Defense Advanced Research Projects Agency), l'agenzia di ricerca tecnologica militare degli Stati Uniti che 40 anni fa pose le basi per l'attuale Internet.

I vertici militari infatti sono preoccupati per il rallentamento fatto registrare negli ultimi anni dall'industria statunitense dell'hardware nonostante la presenza di colossi come Nvidia, Intel e Qualcomm ed ha pensato dunque di investire per esplorare nuovi approcci che potrebbero portare a un balzo prestazionale, ripristinando appunto la Legge di Moore. 

Una legge messa in discussione negli ultimi anni a causa dell'inferiore capacità di crescita nella potenza dei chip e del numero di transistor all'interno degli stessi, dovuta a vari fattori tra cui la miniaturizzazione estrema e i costi a essa associati.

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‎I primi progetti si focalizzeranno su chip design, architettura, materiali e integrazione. ‎Un progetto ad esempio mira a ridurre drasticamente il tempo che necessario per creare un nuovo progetto, portandolo dagli attuali anni o mesi a un solo giorno, grazie all'automatizzazione del processo tramite intelligenza artificiale In modo che anche gli utenti relativamente inesperti possano creare progetti di alta qualità.

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‎Per superare la Legge di Moore, però, serve di più: sperimentare materiali nuovi e nuovi modi di integrare la potenza di calcolo e memoria. Attualmente trasferire i dati tra i componenti di memoria e i processori è un processo dispendioso da un punto di vista energetico nonché uno dei maggiori ostacoli all'aumento della potenza elaborativa.

‎Per questo uno dei progetti esplorerà le possibilità di integrazione dei circuiti, unendo capacità di calcolo e memorizzazione al fine di eliminare o almeno ridurre la necessità di trasferire costantemente i dati, una soluzione che potrebbe portare ad aumenti drastici in termini di prestazioni. ‎

Insomma negli ultimi anni secondo la DARPA l'industria si è seduta sugli allori e ragiona esclusivamente in termini commerciali. È ora di tornare alla sperimentazione pura al fine di trovare soluzioni radicalmente innovative per non lasciare spazio all'avanzare dell'industria tecnologica cinese.


Tom's Consiglia

Finché DARPA non torverà nuove soluzioni i processori resteranno comunque rilevanti. Se volete prestazioni elevate in ogni ambito uno dei migliori è sicuramente l'Intel Core i7 8700.