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Smart Working anche in Italia, approvata la legge in Senato

Il Senato ha approvato la legge sullo Smart Working. Mantenuti tutti i diritti del lavoratore e previsto anche quello alla disconnessione.

Approvata la legge sullo "smart working" verrebbe da dire che manca solo il "working" considerato il tasso di disoccupazione dei più giovani al 40% (ISTAT gennaio 2017). Oggi il Senato ha detto sì a larga maggioranza al DDL sul lavoro flessibile e subordinato.smart working

Di fatto "promuove il lavoro agile quale modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato stabilita mediante accordo tra le parti, anche con forme di organizzazione per fasi, cicli e obiettivi e senza precisi vincoli di orario o di luogo di lavoro, con il possibile utilizzo di strumenti tecnologici per lo svolgimento dell'attività lavorativa".

In pratica la prestazione lavorativa può essere eseguita all'interno dei locali aziendali, senza postazione fissa, e all'esterno nel rispetto dei "soli limiti di durata massima dell'orario di lavoro giornaliero e settimanale derivanti dalla legge e dalla contrattazione collettiva". Ecco quindi la differenza sostanziale con il telelavoro.

smartworking

Il DDL conferma che il datore di lavoro è responsabile della sicurezza e del buon funzionamento degli strumenti tecnologici assegnati per ogni attività. Inoltre si mantengono gli incentivi fiscali e contributivi relazionati agli incrementi di produttività tradizionali. Nulla cambia anche per gli stipendi, "non inferiore" a quello degli altri colleghi. E per i contratti che potranno essere a termine o a tempo indeterminato. Prevista anche una tutela da infortuni per gli spostamenti di andata e ritorno dal luogo di lavoro.

Un dettaglio chiave riguarda i tempi di riposo e quindi le misure che consentono il rispetto del diritto alla disconnessione.

Il caso Fastweb

Grande soddisfazione anche nel settore TLC. "Siamo particolarmente lieti dell'approvazione del disegno di legge che disciplina il lavoro agile in azienda. Lo smart working è una realtà in Fastweb già dal 2015 e oggi più del 60% della popolazione aziendale è abilitato all'utilizzo di questo strumento che sta rivoluzionando il modo di lavorare delle moderne organizzazioni", ha dichiarato Roberto Biazzi, responsabile personale di Fastweb.

"Grazie all'uso di strumenti digitali i nostri dipendenti possono così conciliare in modo flessibiile i tempi di vita e di lavoro disponendo di 4 giornate al mese in cui possono decidere di svolgere il proprio lavoro fuori ufficio anche mobilità. I risultati raccolti fino ad ora sono molto incoraggianti non solo per l'elevata partecipazione, pari all'81% del personale abilitato, ma anche dal punto di vista del rendimento lavorativo. Fastweb è una società che da sempre incentiva la diffusione del digitale in ogni ambito e quindi non possiamo che sostenere il ricorso allo smart working come elemento di modernità nel mondo del lavoro".

Il caso Vodafone

Vodafone da settembre 2015 ad oggi, ha totalizzato 109mila giornate totali di smart working, su una base complessiva di 3.026 persone che lo hanno fatto almeno una volta con una media di utilizzo pari a 2 volte al mese. Per quanto riguarda l’utilizzo, non c’è una forte differenza tra uomini (76%) e donne (85%), e anche la distribuzione tra le generazioni è omogenea con un tasso di adozione dell’80% nelle fasce 25-35 e 36-50 e del 75% tra gli over 50.

Lo Smart Working sfrutta da una parte la tecnologia che ha abilitato un nuovo modo di lavorare sempre più digitale, dall’altra  un cambiamento culturale focalizzato sulla flessibilità, su un rapporto capo-collaboratore improntato alla fiducia e alla trasparenza, sui risultati e non sulla presenza fisica.

Tutto ciò favorisce una migliore conciliazione della vita privata con quella lavorativa e anche un impatto ambientale positivo: dal 2015, infatti, l’azienda ha risparmiato 1,463 milioni di KWh di spese energetiche, riducendo l’impatto ambientale in termini di Co2 di oltre 760 tonnellate.

Ma quanto è diffuso lo "smart working" in Italia?

L'Osservatorio Smart Working della School of Management del Politecnico di Milano ha rilevato più di 250mila lavoratori nel subordinato, praticamente il 7% del totale di impiegati, quadri e dirigenti. Ma in altri ambiti potrebbero essere molti di più.

Il profilo del lavoratore smart indica per il 69% dei casi uomini con età media di 41 anni e residenza al Nord (52%) – al sud solo il 10%. Lavorano soprattutto nelle grandi aziende (30%).


Per lavorare da casa con un portatile è utile disporre di un supporto, monitor esterno e tastiera. Una buona soluzione è il modello Exponent 56301 ErgoNotebook.