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Softbank ha venduto tutta la sua quota in Nvidia, si parla di oltre 3 miliardi di dollari

Il fondo d'investimento Vision guidato da Softbank ha venduto l'intera quota del 4,9% detenuta in Nvidia, raccogliendo oltre 3 miliardi di dollari.

Dopo i movimenti azionari intorno ad AMD, tocca a Nvidia. Il gigante tecnologico giapponese Softbank ha annunciato di aver venduto a gennaio l’intera quota detenuta in Nvidia – tramite il suo fondo d’investimento Vision – per un valore di oltre 3 miliardi. Si parla di una quota del 4,9%.

Il titolo di Nvidia ha chiuso la giornata di ieri a 153 dollari per azione, in netto calo rispetto al massimo di 292 dollari raggiunto nell’ottobre scorso. È tuttavia l’intero listino hi-tech ad aver rallentato la corsa negli ultimi mesi, a causa dei timori sull’economia mondiale (la Cina ha frenato) e le tensioni commerciali tra gli Stati Uniti e il paese asiatico.

Per quanto riguarda l’azienda californiana, c’è preoccupazione per il rallentamento delle vendite di chip grafici a causa dell’implosione del mercato del mining delle criptovalute. Di recente Nvidia ha annunciato una revisione al ribasso delle stime di fatturato per il quarto trimestre.

Il fondo Vision di Softbank aveva annunciato il suo investimento in Nvidia nel maggio 2007, lo stesso anno in cui il fondo prese vita con un capitale di oltre 90 miliardi grazie alla liquidità di Softbank, Arabia Saudita, Abu Dhabi, Apple, Qualcomm, Foxconn e altri.

Masayoshi Son, fondatore e CEO di Softbank, ha annunciato nelle scorse ore che il Vision Fund sta investendo circa 7 miliardi di dollari a trimestre e ha speso circa metà del capitale di 98,6 miliardi. Tra le aziende in cui ha investito abbiamo anche Uber, Didi, ARM e Slack.

Dopo la revisione al ribasso del fatturato del quarto trimestre, ecco quindi un’altra notizia che preoccupa in casa Nvidia. Nei giorni scorsi l’analista di RBC, Mitch Steves, ha gettato altre carne al fuoco, dichiarando che l’azienda avrebbe sottostimato in modo importante il fatturato legato alle vendite di GPU per il mining di criptovalute tra l’aprile 2017 e il luglio 2018. Secondo Steves, il fatturato complessivo del periodo non si aggira intorno a 600 milioni di dollari come comunicato, bensì sarebbe di quasi 2 miliardi. Una discrepanza evidente.

Steves spiega di aver calcolato il dato partendo da un fatturato totale legato alle criptovalute di circa 2,75 miliardi. Ha poi stimato che Nvidia ha catturato il 75% del mercato, lasciando ad AMD il resto. Scremando poi alcuni numeri, è giunto al dato di quasi 1,95 miliardi per Nvidia, mentre AMD avrebbe raccolto 234 milioni. Secondo l’analista le stime di AMD supportano i suoi calcoli, lasciando così un grosso punto di domanda sull’andamento di Nvidia nei prossimi trimestri.

In tutto questo c’è un “però”. Steves confessa che questi numeri non possono essere confermati con sicurezza, in quanto non è possibile sapere perché le persone hanno acquistato una GPU nei mesi passati. Insomma, non ci sarebbe un modo certo per le aziende di determinare se una vendita fatta durante il boom delle criptovalute è da ricollegarsi al mining oppure no.