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Software autoriparante, l’esercito USA offre due milioni

La DARPA (Defense Advanced Research Projects Agency) offre quasi 4 milioni di dollari a chi riuscirà a creare un sistema di cyberdifesa completamente automatico, vale a dire un software capace di proteggersi dagli attacchi e aggiornare sé stesso senza intervento umano.

"Il Cyber Grand Challenge cerca di porre le basi per una nuova generazione di cyber difese autonome che combinino la velocità e la scalabilità dell'automazione con capacità di ragionamento che superino quelle di esperti umani", si legge sulle comunicazioni ufficiali. Il sistema dovrà "creare la propria conoscenza, produrre e usare autonomamente informazioni sulla scansione della vulnerabilità, individuazione di intrusioni e aggiornamenti di sicurezza".

La DARPA non punta ovviamente a un fantascientifico software "senziente", come quelli di libri e film, ma comunque l'obiettivo è ambizioso. Migliorando gli attuali software intelligenti, infatti, si punta a ottenere un sistema che possa adattarsi agli attacchi ricevuti, e modificare sé stesso di conseguenza.

In qualche modo ricorda le difese dei Borg in Star Trek, ma non è del tutto fantascientifico. Sistemi del genere infatti esistono già, e quanto a intelligenza artificiale abbiamo esempi come Watson di IBM a segnare lo stato dell'arte. Ultimamente poi sono entrati in gioco computer quantistici (limitati) come il D-Wave, che di certo hanno le potenzialità per cambiare profondamente questo settore di studi (vedi anche Google e NASA: PC quantistico per l'intelligenza artificiale e Google Glass figli di un computer quantistico da 10 milioni).

Non è comunque il caso di aspettarsi macchine capaci di superare il test di Turing. Piuttosto i software elaborati saranno messi uno contro l'altro in un'arena virtuale, nel 2016, e si sfideranno all'ultimo colpo per vedere chi è il migliore. Due milioni di dollari al primo classificato, un milione al secondo e 750.000 dollari al terzo.

Perché è necessario questo avanzamento? Perché "il Dipartimento della Difesa e i suoi appaltatori sono bloccati in un ciclo di intrusione, scoperta del problema, elaborazione e sviluppo della patch, recupero. E mantenere tale ciclo di scoperta e difesa è un procedimento artigianale, che spesso richiede un lavoro di settimane o mesi da parte di analisti esperti", spiega Andy Greenberg su Forbes.