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Soldi in prestito, se ci si mette di mezzo blockchain

Molti nel corso della propria vita hanno avuto bisogno di un prestito: ristrutturare casa, acquistare un'auto, avviare un'attività. Tutte cose per cui serve denaro subito. Se avete avuto a che fare con una banca per pratiche di questo tipo, sapete che chiedono informazioni molto dettagliate – almeno se si parla di cifre sostenute. E ci sono tanti parametri diversi che possono fare la differenza.

Per esempio è diverso se si tratta di un single che vive con i genitori rispetto a una madre che viva da sola con i figli. Perché per la banca cambia il rischio da affrontare, così come per posizione lavorativa, stipendio percepito, dettaglio della composizione patrimoniale.

La banca raccoglie le informazioni e affronta procedure lunghe (e costose) per prendere una decisione. Il costo poi si riflette sul tasso di interesse che verrà espresso attraverso il TAEG; quest'ultimo valore include anche le spese esterne al costo del finanziamento, quali imposta di bollo, assicurazione, pagamento dei dipendenti che hanno contribuito alla buona riuscita della pratica, e si potrebbe continuare.

Una banca, comprensibilmente, è disposta a fare credito solo a persone che ritiene solventi, e per questo vuole conoscere tutti questi e altri dettagli: merito creditizio, garanzie reali (beni immobili, valori mobili come titoli finanziari) ed eventualmente quelle personali come la fideiussione.

Il prestito con la blockchain e cryptovalute

Insomma, ottenere un prestito è una cosa complicata, difficile e costosa. Tutto questo potrebbe però diventare presto un ricordo, grazie proprio alla tecnologia blockchain. Tra chi ci sta già provando si può citare Credit Suisse, istituto bancario fra i più importanti al mondo. Si sono già dotati di un responsabile, Emmanuel Aidoo, e voglio iniziare i test già dall'anno prossimo.

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Per guardare un po' più al futuro, però forse è più interessante guardare al mondo delle startup. In questo caso uno degli esempi più interessanti è SALT (Secured Automated Lending Technology). Questa startup si prefigge l'obiettivo di rendere l'accesso al credito più veloce e meno dispendioso.

La fase di controlli sul merito creditizio descritta qualche riga più sopra viene saltata a piè pari, non sono neppure richiesti beni mobili o immobili come garanzia. Questo non significa che con SALT vi facciano un prestito senza garanzie, ma che potete offrire garanzie  alternative e soprattutto nel mondo delle crypto.

Dovremo quindi prima di tutto acquistare dei token (ERC-20 compliant). A seconda della quantità si accede a due diverse modalità: la membership base dà la possibilità di chiedere fino a 10000 dollari da restituirsi in un periodo compreso fra i tre ed i ventiquattro mesi. La membership di tipo "Enterprise" dà la possibilità di ricevere qualsiasi tipo di divisa, anche al di fuori del dollaro americano, in quantità pattuita privatamente e da restituirsi in termini da negoziarsi per ammontare superiori al milione di USD al cambio.

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In contropartita andrà fornito un collaterale composto dai propri averi in Bitcoin, Ethereum e Ripple che copra il credito richiesto. Ogni apprezzamento di valore andrà comunque a beneficio dell'originario possessore: ciò significa che se richiedo 5000€ e fornisco l'equivalente in ETH, e questo nel frattempo si rivaluta ed arriva a valere 9000€, la differenza resta di mia proprietà. Non passa né a SALT né ai creditori che mi hanno finanziato.

E il collaterale dove finirà? Andrà per una frazione in un hot wallet in modo da consentire a SALT di difendersi dalla volatilità dei mercati delle criptovalute, e per la maggior parte in un cold storage. Ma se invece dovesse verificarsi un forte deprezzamento che porti il valore del mio collaterale al di sotto del valore del finanziamento? Anche a questa domanda SALT ha fornito una risposta: il prenditore di fondi avrà la possibilità di reintegrare con del collaterale aggiuntivo in modo da ritornare all'equilibrio, oppure potrà effettuare il pagamento di una rata aggiuntiva in modo da ripristinare la parità. Una volta restituito quanto ricevuto, l'intero collaterale tornerà istantaneamente a disposizione del attraverso uno smart contract.

Il concetto

Qui emerge il concetto interessante di SALT. Posso portare a garanzia del mio prestito delle crypto, vale a dire asset che la maggior parte delle banche del mondo non considera affidabile – a volte semplicemente immondizia. In altre parole: se vado da una banca mi chiedono in garanzia cose come l'auto, la casa, lo stipendio. Se vado da SALT, devo offrire il corrispettivo in cryptovalute.

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Potrei, in alternativa, cambiare i miei Ethereum in contanti e spenderli per il mio progetto. Così facendo dovrei chiudere l'eventuale investimento in cryptomonete che magari sto portando avanti da mesi o anni. Inoltre è importante ripetere che eventuali profitti dovuti al rialzo della valuta, ETH nel nostro esempio, resterebbero miei. 

Tutto considerato, quindi, un progetto come SALT offre un'interessante alternativa per chi ha già un investimento in corso ma ha anche bisogno di liquidità immediata.

E voi che ne pensate? Fareste uso di un servizio del genere per ottenere risorse monetarie?