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SSD: confronto prestazioni tra SATA 3 Gbps e SATA 6 Gbps

Pagina 1: SSD: confronto prestazioni tra SATA 3 Gbps e SATA 6 Gbps

Introduzione

Quando si tratta di PC con hardware di fascia alta la preoccupazione maggiore è evitare i colli di bottiglia. Alcuni anni fa i rappresentanti di Intel affermarono che la successiva generazione di CPU sarebbe stata così veloce da superare il collo di bottiglia degli hard disk, e che a gli hard disk avrebbero finito per frenare i nostri benchmark. Incredibile, vero? E così Intel calò l'asso, cioè la prima generazione di SSD X25-M.

In quel momento l'attenzione non era concentrata sulla velocità di trasferimento, in cui gli SSD comunque eccellono. Si puntava piuttosto sul tempo di risposta quasi istantaneo, una caratteristica che non impone una nuova piattaforma, e di cui può godere anche chi ha una computer datato.

Western Digital WD10EZEX HardDisk SATA 1 TB Western Digital WD10EZEX HardDisk SATA 1 TB
Samsung MZ-75E250B SSD Samsung MZ-75E250B SSD
Samsung MZ-7TE250BW Samsung MZ-7TE250BW

Con il tempo gli SSD sono comunque diventati sempre più veloci, tanto che la larghezza di banda offerta dall'interfaccia SATA è diventata stretta. A questo punto ci chiediamo se sia necessaria un'interfaccia SATA 6 Gbps per godere appieno di un SSD, e quanto un drive a stato solido pesi sulle prestazioni di un vecchio computer.

SSD da Intel, Crucial, Samsung e partner SandForce

Ci sono molti produttori di SSD, con diversi modelli di fascia alta, ma il numero di combinazioni uniche di controller, memoria NAND e firmware è limitato più di quanto si potrebbe pensare.

Il risultato è che possiamo restringere tanta varietà a pochi prodotti: un SSD 320 di Intel (con controller proprietario della casa di Santa Clara), il Samsung 830 (controller proprietario), il Crucial m4 (controller Marvell) e il Vertex 3 di OCZ (basato su SF-2200).

Con questo perdiamo alcune sfumature, piccole differenze tra i vari prodotti – che nascono dall'alternativa tra ONFI asincrona, ONFI sincrona e memoria Toggle DDR, e da eventuali modifiche apportate dai produttori, anche al firmware. C'interessa di più la tendenza generale però, rispetto a un paio MB/s persi o guadagnati.

Nei test abbiamo deliberatamente usato unità ad alta capacità, perché volevamo trovare i valori massimi potenziali. Riducendo i gigabyte calano anche le prestazioni in alcuni contesti, e per questo abbiamo preferito SSD da 240, 256 e 300 GB.