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SSD, multimedia e creazione di contenuti: come cambiano le prestazioni

Pagina 1: SSD, multimedia e creazione di contenuti: come cambiano le prestazioni

Introduzione

Nel tempo abbiamo imparato molte cose sull’archiviazione, e una di queste è che la maggior parte di noi non mette davvero sotto pressione il proprio hard disk o SSD. In gran parte delle occasioni infatti la coda dei comandi è corta, e la maggior parte degli SSD non ha il minimo problema a gestire il lavoro. Quando si codificano i file si carica la CPU, quando si gioca lavora la scheda grafica, ma le prestazioni di un SSD sono sempre vicine a quelle teoriche.

Cosa succede se prendiamo in considerazioni solo le applicazioni di “intrattenimento”, come la riproduzione di video, lo streaming, la modifica di fotografie, l’uso di iTunes e simili? E poi c’è la conversione di video, un’attività relativamente comune per chi vuole portarsi in giro i video sullo smartphone o tablet, o ancora la registrazione di sessioni di gioco da trasformare in video per YouTube. Tutte attività meno comuni rispetto al gioco o al lavoro da ufficio, ma che interessano comunque a molte persone e chiamano in causa le prestazioni del sistema di archiviazione.

Non sono in molti però a potersi permettere un sistema di SSD, senza l’integrazione di un hard disk magnetico. Molti professionisti infatti usano i drive a stato solido come spazio di lavoro, e il disco magnetico. Di certo ci sono contesti dove l’uso di un SSD è quasi obbligatorio, come per esempio la registrazione in video di una sessione di gioco con Fraps. Il cuore della questione è che quando si tratta di applicazioni multimediali si spostano moltissimi dati, e per questo gli SSD mostrano tutta la loro superiorità rispetto agli hard disk.videoediting_powerdirector

Per quanto riguarda i giochi invece, gli SSD sono vantaggiosi solo in contesti limitati. Nella produttività, che carica poco l’archiviazione, ci vogliono test specifici per spingere i trasferimenti sequenziali a valori molto elevati.

Nella maggior parte delle recensioni di SSD, spesso vediamo i drive spinti al limite con test specifici per verificare i valori ufficiali quanto a velocità e operazioni al secondo; raramente però ci s’imbatte in un carico di lavoro simile nella vita reale.