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SSD SATA c’eravamo tanto amati: gli SSD PCIe hanno messo la freccia

Gli SSD PCI Express stanno diventando sempre più lo status quo: nel 2019 raggiungeranno il 50% del mercato.

Secondo il quotidiano taiwanese Digitimes, gli SSD PCI Express (in formato M.2 o scheda) sono destinati a emergere come la nuova soluzione mainstream (popolare) entro la fine del 2019, raggiungendo una quota di mercato del 50%, alla pari con gli SSD SATA.

Le consegne di SSD dovrebbero crescere del 20/25% quest’anno, rispetto ai 200 milioni del 2018, grazie ai prezzi in costante calo dei chip NAND flash. Con la capacità minima rappresentata dai 256 GB, i modelli che andranno per la maggiore in questi mesi saranno quelli da 480/500/512 GB.

CK Chang, presidente di Apacer Technology, ha spiegato che le migliori prestazioni degli SSD PCIe stanno spingendo le vendite nel settore consumer e a breve questo tipo di soluzioni diventeranno il riferimento anche nei datacenter.

“Le fonti di mercati affermano che il prezzo per unità di un SSD PCIe da 512 GB è sceso dell’11% sequenzialmente a 55 dollari nel primo trimestre 2019, rispetto al corrispondente calo del 9% degli SSD SATA, con il gap di prezzo tra i due tipi di SSD che continuerà a ridursi dal 30% visto nel 2018”, aggiunge il Digitimes.

Il prezzo medio per unità degli SSD da 512 GB avrebbe raggiunto lo stesso livello fatto registrare dagli SSD da 256 GB l’anno scorso, e “maggiori riduzioni di prezzo per gli SSD tra 512 GB e 1 TB sono attese nel resto del 2019“.

Sempre più produttori di notebook stanno passando agli SSD PCIe, in particolare quelli con interfaccia Gen 3.0 x2, ma non sarà il solo segmento dei PC a spingere le unità a stato solido più veloci verso il dominio del settore. Si parla infatti anche di richiesta legata anche a cloud computing, 5G e automobili autonome, applicazioni dove i colli di bottiglia prestazionali possono rappresentare un serio problema.