Tom's Hardware Italia Tom's Hardware
Software

Steemit, farsi pagare per un post è possibile?

Tutti i giorni produciamo contenuti sui Social network: tendiamo a postare immagini, video, pensieri. Tuttavia la nostra creatività e il tempo speso non vengono remunerati, diventano infatti veri e propri asset appartenenti ai vari Zuckerberg e Dorsey.

Per tale ragione, a inizio 2016 Dan Larimer e Ned Scott pensano a un social network dove le persone potessero invece essere ricompensate. Il concetto in sé non è del tutto nuovo: ci sono già stati tentativi in passato, tutti più o meno fallimentari, ma con Steemit entrano in gioco concetti nuovi: "decentralizzazione" (virgolette obbligatorie come vedremo) e criptovalute. Steemit poggia su Graphene, tecnologia realizzata dallo stesso Larimer  – egli è peraltro anche uno degli uomini dietro EOS, ne abbiamo parlato qui la settimana scorsa – che agevola la creazione di Blockchain.

Il funzionamento di Steemit è piuttosto lineare: ti iscrivi, decidi di pubblicare qualcosa, e poi aspetti che qualcuno voti (positivamente o negativamente) il tuo contenuto. I contenuti possono essere di ogni genere, e anche per la ricompensa si ha una certa scelta.

•             100% Steem power

•             50/50: 50% di Steem power e 50% di Steem Dollars

•             Nessun payout

the hidden secrets of steemit how they will help you steemit[1]

A questo punto molti di voi staranno pensando: "Cosa? Cosa significa questa diversa distribuzione? E cosa sono quelle diverse criptovalute?". Il punto è che Steemit per funzionare fa leva non su una ma su ben tre criptovalute diverse.

Steem Dollars (SBD)

steem dollar[1]

Lo Steem dollars ha la particolarità di avere un valore che tende a 1 dollaro. "Tende" perché nel momento in cui si scrive quota a 3.61 dollari. Un prezzo maggiorato dovuto semplicemente all'equilibrio domanda/offerta. Lo SBD garantisce inoltre un ritorno annuo pari al 10% sulle unità detenute all'interno del proprio account, dunque diviene piuttosto facile comprendere come mai sia richiesto. Essendo "quasi" garantito che non possa quotare sotto 1 dollaro la scelta razionale, qualora si creda nel progetto ma si voglia avere fondi facilmente smobilizzabili, è di detenere proprio lo SBD. All'occorrenza infatti questo potrà essere convertito in Steem, e quest'ultimo potrà essere trasferito su qualche Exchange, convertito in Bitcoin, ed infine in Euro/Dollari/Sterline, a vostro piacimento.

Steem

Steem è la criptovaluta per eccellenza all'interno di Steemit: esso può essere convertito in Steem Dollars o in Steem Power, e può inoltre essere facilmente esportato verso altri Exchange. Ha insomma la massima liquidità fra le varie piattaforme. Il suo prezzo tende però ad oscillare rispetto alla domanda ed all'offerta, pertanto non è razionale detenerne grandi quantità data l'esposizione al rischio di mercato.

Steem Power (SP)

Steem Power rappresenta forse uno degli aspetti più interessanti della piattaforma. Una volta che lo si è ottenuto non è più possibile convertirlo in Steem per un periodo pari a due anni. I vostri ammontare monetari dovranno dunque rimanere esclusivamente sulla piattaforma per un periodo estremamente lungo e pertanto è razionale investirci solo se si crede davvero nelle potenzialità di Steemit. I vantaggi derivanti però sono straordinari.

Innanzitutto lo Steem Power consente di votare i delegati (se ti sei perso il funzionamento di DPoS corri a questo link), ovvero le persone che hanno l'incarico di approvare i blocchi, modificare dettagli del funzionamento della piattaforma come i tassi di interesse elargiti agli holder di Steem dollars, scegliere l'ammontare minimo di Steem Power necessario per creare nuovi account ed in futuro avranno l'incarico di determinare altre variabili.

Ma poi, e qui viene il bello, l'ammontare di Steem Power in proprio possesso fratto il totale di Steem Power esistenti in quel momento determina l'influenza che hanno i propri voti ai post delle altre persone. Difatti su questa piattaforma oltre ad essere remunerati gli autori, anche i curatori e commentatori vengono remunerati. L'equazione è semplice: più SP possiedi, più i tuoi endorsement valgono, più soldi riesci a guadagnare.

Non finisce qui: il 90% degli Steem generati coi nuovi blocchi minati dai delegati finiscono proprio ai detentori di SP, mentre solo il restante 10% va agli autori/curatori di contenuti.

Risulta dunque essere tremendamente (forse troppo) incentivante possedere Steem Power.

In sintesi: Steemit è un sistema che promette di premiare chiunque partecipi alla comunità. Prima di tutto chi crea i contenuti, ma anche chi commenta o vota, e soprattutto chi ha investito del proprio nella piattaforma.

I punti oscuri

Proprio tale incredibile incentivo rischia di provocare serie iniquità all'interno della piattaforma. Come abbiamo accennato anche in altri articoli, il sistema adottato in Steemit favorisce nettamente gli early adopters: prima entri e meglio è – un'affermazione pericolosamente vicina al concetto di schema Ponzi. Ma quanto iniqua è già oggi la distribuzione di Steem Power nel network?

001

Al 19 Agosto 2016 i numeri erano questi, e da allora è facile immaginare che – dato il sistema – la distribuzione sia ulteriormente peggiorata: lo 0.37% degli account detiene l'87.68% di di Steem Power. Ciò significa che con una gran maggioranza pochissimi possono decidere per tutti.

Anche in materie delicate come l'elezione dei delegati. Ci piacerebbe fornire dati più aggiornati ma sfortunatamente il link al quale dovrebbero essere reperibili ci porta ad una pagina Down for maintenance. Un segnale insolito, per non dire sospetto o preoccupante.

Inoltre, come riporta Forbes, Steemit ha deciso di recente di passare ad Amazon Web Services. Dunque per quanto la Blockchain rimanga il mezzo sul quale verranno salvati tutti i contenuti e i voti, parte dei dati confluirà verso il server di un'azienda Fortune 500 finendo ovviamente per sottostare alle leggi USA. Non proprio il massimo della decentralizzazione, vero? 

Steemit dichiara inoltre di essere una "Incorporated", che nel diritto americano si avvicina molto alle SpA nostrane. Ora, sorvolando sul fatto che chiamarsi "Steemit, Inc" e dichiararsi al contempo "decentralized" significhi formulare una specie di ossimoro, risulta anche essere interessante il modo con cui il network definisce i possessori di SP.

Sono chiamati detentori di "stake", praticamente di una quota di qualcosa. Ma la verità è che per il diritto americano, per possedere in quota parte un'azienda bisogna essere iscritti a un registro contenente i nomi degli azionisti. Indovinate un po'? Il vostro nome non sarà lì. A dir la verità manca però anche il nome di Steemit stessa, come attestano gli screenshot sottostanti.

 

002
Fonte: SEC. Lo screenshot dimostra come "Steemit, Inc" non figuri nel registro delle Incorporated

 

003
Fonte: DOS, Corporations State Record, il risultato è il medesimo

Risulta molto sospetto che Steemit, nonostante sul proprio sito dichiari di essere un Inc. non risulti né nel registro della SEC, né in quello dello stato di New York – dove dichiarano di essere basati -. Il registro dello Stato della Virginia, dove dichiarano di avere il QG, risulta essere invece irraggiungibile per una consultazione nel momento in cui si scrive.

Conclusioni

Concettualmente l'idea non è malvagia, ma ci sono troppi punti ambigui e oscuri. Voi cosa ne pensate? Vi iscrivereste a questo Social Network? Pensate che le DLT possano dare una spinta all'innovazione in un settore dominato da un così ristretto numero di player? Al solito, fatecelo sapere nei commenti!