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In origine tutti gli hard disk e altri tipi di supporti magnetici salvavano dati usando la registrazione longitudinale, che archivia bit magnetici orizzontalmente lungo la superficie del supporto. Oggi si usa la registrazione perpendicolare, che allinea i segnali magnetici verticalmente sulla superficie del supporto, in modo da raggiungere densità più elevate. Questo processo funziona perché i bit magnetici orientati verticalmente occupano meno spazio rispetto ai bit immagazzinati longitudinalmente. Tutti i principali produttori di dischi stanno lavorando sulla registrazione perpendicolare per raggiungere una densità del segnale più elevata rispetto a quella raggiungibile persino con l'AFC pixie dust media.

La registrazione magnetica tradizionale piazza i domini magnetici longitudinalmente, il che significa che i domini si trovano ai capi del disco. Questo non solo limita la densità dei domini, ma facilita anche la comparsa dell'effetto superparamagnetico. Molto tempo fa ci si rese conto che si potevano inserire i domini perpendicolarmente (soluzione chiamata anche avertical recording) incrementando la densità, e così la resistenza dei domini all'effetto superparamagnetico. Il concetto era semplice da capire, ma realizzarlo è stato difficile.

A differenza delle testine GMR e AFC media – entrambe possono essere aggiunte con relativa facilità alle tecnologie esistenti – la registrazione perpendicolare richiedeva testine di lettura e scrittura completamente nuove. L'immagine sotto mostra la differenza tra registrazione perpendicolare e longitudinale. Si possono avere almeno il doppio dei domini magnetici nello stesso spazio con il perpendicular recording.

Perpendicular versus longitudinal recording.

Con il perpendicular recording le testine sono progettate per scrivere in profondità sul supporto, usando un substrato magnetico soffice più spesso come percorso di ritorno per il campo magnetico. Questo permette di allineare i domini verticalmente, collocandoli molto più vicini tra loro senza problemi d'interazione non voluti.

La tecnologia perpendicular recording fu dimostrata la prima volta alla fine del diciannovesimo secolo dallo scienziato danese Valdemar Poulsen, che fu il primo a dimostrare che il suono si poteva registrare magneticamente.

Non ci sono stati molti progressi con la tecnologia perpendicolare fino al 1976 quando il Dr. Shun-ichi Iwasaki (presidente del Tohoku Institute of Technology in Giappone) ha verificato i chiari vantaggi per la densità di registrazione. Poi nel 1978 il Dr. T. Fujiware ha iniziato una ricerca intensiva e ha sviluppato un programma presso la Toshiba Corporation che alla fine ha portato al perfezionamento del floppy disk ottimizzato per la registrazione perpendicolare, il primo dispositivo magnetico in commercio a usare quella tecnica.

La registrazione perpendicolare sui PC arrivò con i floppy da 3,5", 2.88 MB ED (extra-high density) di Toshiba, annunciati ufficialmente nel 1987 – anche se i lettori ED e dischi entrarono in produzione nel 1989. IBM adottò questi dischi nei propri sistemi PS/2 nel 1991, e diversi produttori iniziarono a realizzarli per i vari produttori.

Il disco da 2.88 MB ED era completamente compatibile con i sistemi esistenti all'epoca, poiché i produttori integravano il supporto completo a floppy da 2.88 MB nel BIOS e perché DOS 5.0 e successivi includevano il supporto al formato 2.88 MB, quindi il passaggio ai 2.88 MB fu facile. Questi dischi però costavano molto, e la capacità aumentava solo marginalmente; a questa realtà si aggiunse l'avvento del CD, e quindi i floppy ad alta densità non presero mai piede.

Nonostante il fallimento dei floppy 2.88 MB ED Toshiba e altre aziende hanno continuato a sviluppare la registrazione perpendicolare per altri supporti, specialmente gli hard disk. Sfortunatamente si sono trovate a constatare che la tecnologia era troppo in anticipo sui tempi per gli hard disk.  

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