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VRAM, le origini della memoria video

Pagina 2: VRAM, le origini della memoria video
Dalla VRAM per arrivare alla HBM2 e alla GDDR6, ripercorriamo l'evoluzione della RAM dedicata alle scheda video.

Nella storia dell’informatica è praticamente impossibile affrontare un qualsiasi argomento senza tirare in ballo la International Business Machine Corporation, più nota con il suo acronimo: IBM. Già, perché anche questa volta il cammino che ci porta dalla Dual_Ported RAM alle HBM2 inizia fra le mura del colosso di Armonk (NY) e, più precisamente, nella divisione IBM Research.

Poco prima del 1980 i ricercatori Dill, Ling e Matick iniziarono a lavorare a qualcosa che fosse in grado di sostituire la Dual-Ported RAM (DPRAM), una versione di RAM molto costosa che permetteva l’accesso contemporaneo in lettura e scrittura, caratteristica essenziale per permettere al processore di disegnare l’immagine mentre l’hardware grafico mostrava l’output sullo schermo.

La soluzione fu trovata nella Video RAM, una versione Dual-Ported della Dynamic RAM (DRAM) di cui potete leggere nell’articolo Storia della RAM. Per trovare questo tipo di memorie su prodotti “commerciali”, bisognerà però aspettare la metà degli anni ’80 con prodotti come la ATI Graphics Solution Rev 3.

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ATI Graphics Solution Rev 3 – si noti il numero 8639 stampato sulla GPU (il grande chip al centro) che indica anno (86) e settimana (39) di produzione.

Oltre alla possibilità di accesso simultaneo in lettura e scrittura, la maggiore differenza fra Video RAM e DRAM stava nella logica interna di funzionamento. Ogni volta che la DRAM (così come l’attuale DDR4) necessitava di leggere un dato, magari composto da pochi bit, era costretta a leggere l’intera stringa in cui era contenuto; questo non sarebbe stato un grave problema se non fosse che la lettura dei dati ne provocava la cancellazione, con la conseguenza che i dati letti ma non necessari dovevano essere riscritti o andavano persi. Al contrario, la VRAM integrava un row-buffer in cui i dati letti ma non usati potevano essere depositati in attesa di essere inviati all’uscita video.