CPU

Supercomputer: 100 petaflop possibili, con i soldi

Nel 2017 i supercomputer potrebbero raggiungere 100 petaflop di potenza, a patto però che i progetti siano adeguatamente finanziati. Secondo Jack Dongarra, esperto di computing dell’Università del Tennessee, lo sviluppo dei supercomputer sta seguendo ancora oggi la legge di Moore, il che significa che la loro potenza raddoppia ogni 18 mesi.

Se lo sviluppo non subirà intoppi, nel 2017 avremo sistemi da 100 petaflop, mentre tra il 2018 e il 2020 potremo vedere le prime soluzioni exascale, migliaia di volte più veloci dei sistemi petascale. “Tutto ciò dipenderà dai finanziamenti”, ha dichiarato Dongarra.

Oggi il supercomputer più veloce è il Tianhe-1A, una soluzione da 2,57 petaflop (Tianhe-1A, supercomputer Nvidia da 2,5 petaflop), ma IBM non ha intenzione di rimanere indietro, tanto che ha già fatto sapere che Dipartimento dell’Energia statunitense adotterà la prossima generazione di supercomputer Blue Gene, nome in codice Mira. In arrivo nel 2012, si tratterà di un sistema capace di raggiungere i 10 petaflop di potenza.

L’Argonne National Laboratory sfrutterà il supercomputer per studiare aspetti dell’economia, progettare batterie per auto elettriche, capire il cambiamento climatico ed esplorare l’evoluzione dell’Universo. 

L’attuale supercomputer dell’Argonne National Laboratory si chiama Intrepid ed è un IBM Blue Gene/P in grado di completare 500 “trilioni” di operazioni (1018). Mira sarà 20 volte più veloce e riuscirà a effettuare 10 “quadrilioni” di calcoli al secondo (1024). “Se ogni uomo, donna e bambino degli Stati Uniti realizzassero un calcolo ogni secondo, impiegherebbero quasi un anno per fare i calcoli che esegue Mira in un secondo”.

Secondo il laboratorio Mira sarà il più veloce ed efficiente tra i supercomputer al mondo grazie alla combinazione dei nuovi chip con un raffreddamento ad acqua estremamente efficiente.