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Supercomputer exascale, in Cina già pronti tre prototipi

Secondo Xinhua News Agency, la Cina ha messo a punto il prototipo di “Shuguang”, un supercomputer exascale sviluppato da Dawning Information Industry, meglio nota con il nome “Sugon”. L’agenzia di stampa scrive che il sistema entrerà in funzione nei centri di supercomputing di Shanghai e Shenzhen, e rappresenta il terzo prototipo di sistema exascale cinese. […]

Secondo Xinhua News Agency, la Cina ha messo a punto il prototipo di “Shuguang”, un supercomputer exascale sviluppato da Dawning Information Industry, meglio nota con il nome “Sugon”. L’agenzia di stampa scrive che il sistema entrerà in funzione nei centri di supercomputing di Shanghai e Shenzhen, e rappresenta il terzo prototipo di sistema exascale cinese. Con il termine exascale s’intende un sistema capace di svolgere almeno un exaFLOP di calcoli al secondo (un miliardo di miliardi di operazioni al secondo).

Il primo, svelato dal National Supercomputing Center di Tianjin, è un precursore del sistema exascale che sarà chiamato Tianhe-3. Non ci sono dettagli precisi sulle specifiche tecniche, ma si suppone si tratti di un supercomputer con chip ARM su piattaforma Xiaomi di Phytium. Il secondo prototipo dovrebbe invece gettare le basi per una versione exascale del Sunway, ed è stata installata presso il National Supercomputing Center di Jinan. Il Sunway dovrebbe essere basato su una futura versione del processore ShenWei, un progetto locale che ritroviamo all’interno dell’attuale Sunway Taihulight da 93 petaflops.

Per quanto riguarda il terzo prototipo Shuguang, non ci sono dettagli, anche se si mormora che la versione finale integrerà una CPU x86 prodotta in Cina. La mente corre subito ad Hygon, che grazie a un accordo di licenza con AMD può realizzare e commercializzare soluzioni basate su architettura Zen molto simili a quelle dell’azienda statunitense. Hygon sta già consegnando le CPU Dhyana derivate dalle soluzioni EPYC di AMD.

In base però a quanto noto, la licenza è limitata alla prima generazione dell’architettura Zen che, per quanto potente, non può rappresentare un base adeguata per creare un supercomputer exascale. È probabile quindi che si cercherà un nuovo accordo. AMD si appresta entro poche settimane a presentare la seconda generazione di CPU EPYC, nome in codice Rome, prodotte a 7 nanometri.

In un’ottica di computer exascale però sarebbe senz’altro una scelta migliore la terza generazione di EPYC, nome in codice Milan, prodotta con processo a 7nm+ e attesa proprio intorno al 2020, più o meno quando la Cina inizierà muoversi più concretamente nell’installazione e accensione di HPC exascale. Non è tuttavia detto che alla fine saranno le soluzioni di Hygon derivate dai chip AMD a finire nel supercomputer Shuguang. Non resta che attendere gli sviluppi.

Se non altro la notizia di questo terzo prototipo conferma il vantaggio della Cina sul resto del mondo, di cui abbiamo parlato nell’articolo “Supercomputer Exascale: chi è in vantaggio e chi in ritardo“. Grazie a non uno ma a tre prototipi, l’industria tecnologica cinese e il mondo accademico possono fare i collaudi necessari per arrivare anzitempo a un sistema funzionante in modo stabile.