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A rischio di “overload”

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A rischio di "overload"

Un altro aspetto negativo è che il cosiddetto "tech overload" viene considerato il prezzo da pagare per la comunicazione always-on. Insomma, al momento non sembrerebbe esservi una soluzione applicabile.

"Penso che potremmo subire un sovraccarico. Anche se in relazione alle situazioni diverse, stiano sottostimando le capacità del nostro cervello di adattarsi a queste nuove sfide", ha dichiarato il Professor Fred Mast, dell’Università di Losanna. "Gli studi che abbiamo fatto hanno dimostrato che le persone in verità possono migliorare le loro abilità cognitive, incrementando il numero di informazioni elaborabili allo stesso momento. Anche mentre si fanno altre cose".

Gli esperti, inoltre, hanno rilevato etiquette diverse in relazione ad ogni tecnologia. Ad esempio, ad un’e-mail si può rispondere anche dopo due giorni; un messaggio SMS richiede invece un messaging immediato.

"La mail è considerato il sistema più formale. Dall’altra parte dello spettro, invece, troviamo il personale SMS", ha spiegato Stefana Broadbent di Swisscom. "Con pochi caratteri si può trasmettere molto".

"Io penso che bisognerebbe rendere prioritaria la responsabilità dell’individuo. Anche se un dipendente spinge sui confini, bisognerebbe discutere con lui in modo costruttivo come fare tutto al meglio senza patire un eventuale sovraccarico", ha consulto Kakabadse.