Stampanti

Teletrasporto alla Star Trek con le stampanti 3D

Il telestraporto "alla Star Trek" è ancora lontano ma alcuni ingegneri tedeschi (Hasso Plattner Institute) ne hanno creato un simulacro piuttosto interessante. Si tratta di un sistema che esegue la scansione 3D di un oggetto distruggendolo nell'operazione, per poi riprodurlo a distanza con una stampante 3D. Lo hanno chiamato Scotty, proprio come nella frase "Beam me up Scotty".

La prima domanda che sovviene è "perché distruggere l'oggetto?" Succede perché lo scanner affetta l'oggetto per esaminarne ogni aspetto, comprese eventuali cavità interne, e creare così i layer necessari alla stampante 3D. In questo modo si può avere una riproduzione fedele dentro e fuori, ma comprensibilmente l'originale va distrutto. In questo modo si preserva anche l'unicità dell'oggetto "teletrasportato". Il video mostra in effetti piccoli oggetti fatti a mano da qualcuno e spediti a qualcun altro.

teletrasporto con stampa 3d

Scotty garantisce che un regalo personale, fatto a mano, resti unico quando lo trasferiamo a lunga distanza. Ciò significa che non ci sono altre copie, un aspetto importante che enfatizza la relazione intima tra il mittente e il destinatario.

Potremmo usare Scotty, ad esempio, per trasferire una statuetta da Milano a Sidney, o per regalare un portagioie a qualcuno che sta a Buenos Aires senza muoverci da Mosca. L'idea è interessante perché in teoria può abbattere i costi di trasporto per oggetti che si possono sottoporre al processo, perché di certo costa meno di un trasporto aereo. Il concetto tuttavia è interessante anche perché può trasformarsi in una sorta di DRM per la stampa 3D.

Stampante 3D da Vinci 1.0 Stampante 3D da Vinci 1.0
Penna Stampante 3D Penna Stampante 3D
Stampante 3D Aurora Z605 Stampante 3D Aurora Z605

Un negozio potrebbe per esempio vendere pezzi di ricambio originali in tutto il mondo con questo sistema, usando un solo magazzino ed eliminando così i problemi della logistica. Al fornitore sarebbe garantito il rispetto del copyright proprio perché ogni pezzo venduto sarebbe un pezzo che effettivamente lascia il magazzino. Allo stesso tempo il cliente finale potrebbe risparmiare molto tagliando sui costi di spedizione, per non parlare dei tempi di attesa.

Il prototipo mostrato è basato su due MakerBot Replicator 2X, un modello accessibile più o meno a tutte le tasche che è stato modificato allo scopo. Al momento si parla quindi di ABS e PLA, ma non è detto che lo stesso metodo si possa applicare anche a resina e altri materiali. Anche perché i ricercatori sono ancora al lavoro sul perfezionamento del meccanismo.