Tom's Hardware Italia Tom's Hardware
CPU

Test Intel Core i9-9900K, la difesa proprio non convince

Nelle scorse ore è scoppiata la controversia sui benchmark commissionati da Intel a Principled Technologies sul nuovo Core i9-9900K, messo a confronto con il Ryzen 7 2700X (qui il PDF).

Una serie di test su cui un po’ tutti online hanno sollevato parecchi dubbi, tanto sui risultati quanto (soprattutto) sulla metodologia. In seguito alle richieste di chiarimento ricevute da più parti, il cofondatore di Principled Technologies, Bill Catchings, ha risposto spiegando i motivi per cui sono state fatte alcune scelte nelle impostazioni di test.

Prima di approfondire, Catchings ha difeso l’onorabilità della sua azienda. “Per quasi 16 anni abbiamo testato i prodotti dei nostri clienti perché credono nella nostra integrità. Non abbiamo lavorato con una sola azienda, ma per dozzine di realtà di primo piano, inclusi rivali come Intel e AMD, Microsoft e Google, Dell e HP e molti altri”.

“Questi clienti si fidano in parte di noi perché la nostra integrità e le conoscenze tecniche sono irreprensibili. Lavoriamo duramente per essere i migliori in entrambe le aree. Abbiamo scelto il nome della nostra società per sottolineare il nostro impegno nei confronti della tecnologia e dei nostri principi. Prima di proseguire, dobbiamo quindi negare categoricamente qualsiasi scorrettezza nel nostro lavoro su questo progetto per Intel o in altri nostri progetti“.

Catchings è poi entrato nel merito, spiegando che “l’obiettivo generale – e la richiesta specifica di Intel per questo progetto – era di creare un campo di gioco il più equo possibile per confrontare i processori AMD e Intel nel modo in cui li userebbe la maggior parte del mercato dei giochi. Per fare ciò, abbiamo assemblato e configurato 16 sistemi; abbiamo abbinato tutti i componenti dove possibile, le uniche differenze sono le schede madre, CPU e dissipatori”.

core i9

Per quanto riguarda la metodologia, che all’apparenza sembrerebbe favorire Intel, Principled Technologies è partita parlando dell’uso della “Game Mode” sul Ryzen 7 2700X. “Alcune domande ricevute riguardano l’uso di Ryzen Master e il numero di core attivi nei sistemi basati su AMD. Sulla base dei consigli di AMD e dei test iniziali sui processori Threadripper, abbiamo riscontrato che l’installazione di Ryzen Master e l’attivazione della Game Mode migliorava la maggior parte dei risultati. Per motivi di coerenza, lo abbiamo fatto per tutti i sistemi AMD, sia Threadripper che Ryzen. Ora stiamo eseguendo ulteriori test con i sistemi AMD in modalità Creator. Aggiorneremo il report con i nuovi risultati”.

Una risposta che non convince, perché se sui Threadripper l’effetto può essere benefico, sui Ryzen è il contrario, in quanto rende una CPU a otto core un quad-core. Ma andiamo avanti.

Per quanto riguarda la scelta del dissipatore, Principled Technologies spiega di aver adottato dissipatori Noctua, l’NH-U14S per le CPU Intel e l’NH-U14S TR4-SP3 per gli AMD Threadripper, al fine di mantenere un profilo termico comparabile. “Poiché non stavamo eseguendo overclock su alcuna configurazione, e poiché AMD ha affermato che era un buon dissipatore, per il Ryzen 7 2700X abbiamo usato il Wraith Prism”.

Sul dissipatore si potrebbe discutere a lungo, ma è senz’altro il punto meno controverso di tutta l’analisi a parer nostro, perché effettivamente la CPU AMD ha un dissipatore in bundle mentre il Core i9 ne è sprovvisto. Insomma, qui Principled Technologies si è trovata a dover fare una scelta. Certo, il Noctua è migliore del dissipatore di AMD, quindi forse si poteva optare per qualcosa di diverso.

Per quanto riguarda invece le memorie, “per avere una completa parità tra tutti i sistemi e permettere ai Core i9 e ai Threadripper di usare completamente il bandwidth di memoria, abbiamo usato quattro DIMM DDR4 da 16 GB su tutte le configurazioni“. In questa risposta non si tratta il tema dei timing, che la piattaforma AMD dovrebbe aver impostato su livelli alti – perdendo quindi prestazioni – in virtù della configurazione composta da quattro moduli a doppia faccia. Come noto, a seconda del tipo di moduli e il numero, la piattaforma Ryzen si comporta diversamente al fine di garantire la stabilità.

Per quanto riguarda la risoluzione, l’uso del Full HD è stato dettato dal fatto che è la risoluzione di gioco più comune e, come spiegato anche da noi nel precedente articolo, serve a far emergere eventuali differenze prestazionali tra le CPU. Perciò su questo punto crediamo che le discussioni siano poco sensate. Detto questo, Catchings ha concluso che “poiché il nostro obiettivo è sempre quello di fare la cosa giusta e ottenere le risposte corrette, stiamo svolgendo ulteriori test. Condivideremo tali dati e vi faremo sapere se qualcosa è molto diverso da quanto pubblicato”.

Siamo fiduciosi nella nostra metodologia di test e dei risultati. Accogliamo con favore le domande e stiamo facendo del nostro meglio per rispondere alle domande del nostro report parziale, ma farlo richiede tempo. Aggiungeremo risposte se emergeranno altri problemi”.

In conclusione, come scritto nell’articolo precedente, probabilmente il Core i9-9900K emergerà come miglior processore da gioco in meri termini prestazionali, ma le distanze con il Ryzen 7 2700X potrebbero essere differenti da quelle rilevate da Principled Technologies.

Pubblicare un report, provare a difenderlo e concludere dicendo che sono in corso dei nuovi test (ma di essere fiduciosi della metodologia applicata) non equivale ad avere la certezza di aver fatto le cose per bene. Per il momento consigliamo quindi di non prendere i risultati come oro colato, rimandandovi alle future recensioni che saranno pubblicate il 19 ottobre.