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Test SSD SanDisk Extreme Pro NVMe 3D da 1 TB

Pagina 2: Test SSD SanDisk Extreme Pro NVMe 3D da 1 TB

Non abbaiamo incluso il WD Black 3D NVMe SSD nei test perché usa lo stesso hardware e firmware del SanDisk Extreme Pro. Questo significa che le prestazioni sono identiche.

Il Plextor M9Pe e Toshiba XG5 hanno la stessa BiCS dell'Extreme Pro, ma Plextor l'accoppia a un controller Marvell, e Toshiba a un controller progettato in casa. Il Samsung 960 EVO e il 960 Pro sono gli SSD che tutti vogliono raggiungere e/o battere. Se un SSD non riesce a superare i due prodotti di Samsung, allora deve puntare sul prezzo ridotto come il 600P di Intel.

Sono pochi gli SSD NVMe che riescono a raggiungere entrambi gli obiettivi, ma l'HP EX920 rappresenta una nuova generazione di prodotti con controller SM2262. Questi SSD riescono a superare il 960 EVO con prezzi, negli Stati Uniti, simili agli Intel 600p.

Prestazioni in lettura sequenziale

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Abbiamo riscontrato un'anomalia nel test a queue depth (QD) 2 durante la prova in lettura sequenziale. Le basse prestazioni purtroppo non sono rimaste isolate alla QD2: le prestazioni dell'Extreme Pro sono sotto le attese fino a QD8. Si tratta probabilmente di un problema legato al firmware, quindi potrebbe essere risolto con un aggiornamento.

L'unità riesce a offrire prestazioni in lettura sequenziale di 1500 MB/s a QD1, ma insegue ancora i due prodotti 960 di Samsung e l'HP EX920.

Prestazioni in scrittura sequenziale

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L'Extreme Pro compensa le prestazioni deficitarie in lettura con prestazioni in scrittura sequenziale incredibilmente veloci. Abbiamo registrato circa 1800 MB/s nel nostro test a QD1, ma poi le prestazioni sono sparate nella stratosfera con 2800 MB/s a QD2. Si tratta di oltre quattro CD e mezzo di musica lossless scritti sull'unità in un secondo!

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L'Extreme Pro può trasferire un grande file da una sorgente ad alta velocità a 1400 MB/s dopo la saturazione del buffer SLC. L'unità ha un buffer piuttosto piccolo rispetto altri prodotti concorrenti, ma è comunque una situazione diffusa. La velocità di scrittura mostrata dopo il riempimento del buffer dell'Extreme Pro è più alta rispetto a quasi tutte le unità TLC NVMe sul mercato.

Prestazioni in lettura casuale

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Le prestazioni in lettura casuale a basse queue depth sono unanimemente considerate il valore più importante, ma è il punto debole dell'Extreme Pro. Questo SSD supera 10.000 IOPS in lettura casuale a QD1, che consideriamo il punto di transizione tra SSD mainstream e premium, ma ci aspettavamo di più.

Il Samsung PM981 arriva a 18.000 IOPS e l'HP EX920 supera 17.000 IOPS. Il Plextor M9Pe riesce persino ad andare oltre 12.000 IOPS con la stessa memoria BiCS a 64 layer che SanDisk usa per l'Extreme Pro. Questo significa che se SanDisk ottimizza il firmware e il controller affinché siano più reattivi ci sono margini di miglioramento.

Prestazioni in scrittura casuale

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L'Extreme Pro si posiziona a metà della classifica durante questo test. Il sistema nCache lavora molto bene durante i carichi di scrittura.

Carico sequenziale misto al 70%

Il nuovo SanDisk non ha problemi con i carichi misti sequenziali. Le prestazioni QD2 sono inferiori a quelle mostrate dalle proposte Toshiba e HP, ma l'Extreme Pro supera i due SSD Samsung fino a QD 128.

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L'Extreme Pro è inavvicinabile alle QD più alte, ma non aspettatevi che questo livello di prestazioni sia duraturo, come vedremo tra poco con le prestazioni in stato di equilibrio.

Carico casuale misto al 70%

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Le basse prestazioni in lettura casuale e le prestazioni in scrittura casuale mediocri si combinano per fornire prestazioni casuali miste poco brillanti.

Stato di equilibrio sequenziale

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Diversi fattori influenzano le prestazioni in stato di equilibrio. Il firmware è quello che lega la memoria NAND flash, controller e buffer DRAM. L'Extreme Pro e il suo gemello a marchio WD raggiungono nuovi record per quanto riguarda le prestazioni in stato di equilibrio sequenziale per quanto riguarda un SSD consumer.

SanDisk qualche anno fa acquisì Smart Storage Systems. Smart aveva sviluppato un firmware e un sistema di caching che era generazioni avanti alla concorrenza. Parte di quelle capacità trovarono spazio nell'SSD Extreme Pro SATA che dominò il mercato delle alte prestazioni per diversi anni. Speravamo che l'architettura del nuovo controller sistemasse alcuni problemi con le prestazioni di picco a basse QD.

Stato di equilibrio casuale

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Dopo le prestazioni viste nel test in stato di equilibrio sequenziale, è facile dimenticare che stiamo parlando di NAND TLC. Questi sentimenti ritornano vedendo le prestazioni casuali in stato di equilibrio. Questa memoria NAND è in grado di garantire prestazioni costanti, come possiamo vedere con Plextor M9Pe e Toshiba XG5.

Prestazioni software reali, PCMark 8

Nei carichi consumer tradizionali le unità NVMe ad alte prestazioni completano tutte le operazioni entro pochi secondi l'uno dall'altro. Se il vostro sistema precedente usava un hard disk, ogni prodotto in questa lista dovrebbe apparirvi incredibilmente veloce. In molte applicazioni persino un SSD più vecchio sembrerà lento rispetto a un nuovo modello NVMe.

Bandwidth

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Il SanDisk Extreme Pro offre ottime prestazioni con i carichi di lavoro più pesanti, ma non ha prestazioni casuali sufficientemente elevate per essere un ottimo SSD consumer.

Prestazioni con carichi avanzati, PCMark 8

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L'SSD Extreme Pro 3D NVMe si pone tra 960 EVO e Pro durante il carico pesante. Se l'azienda aumentasse la resistenza, sarebbe stata un'eccellente alternativa a basso costo al 960 Pro per gli utenti workstation. SanDisk vi restituisce una generosa resistenza di 600 TBW con il modello da 1 TB, ma il 960 Pro supporta 800 TBW lungo il periodo di garanzia.

Tempo di servizio totale

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La nuova unità di SanDisk è molto simile al 960 Pro uscendo da una fase di carico pesante. Il sistema nCache 3.0 e gli algoritmi di funzionamento in background producono buoni risultati.

Tempo di occupazione

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Il nuovo SSD SanDisk NVMe non deve lavorare così duramente come altri SSD per completare le operazioni. Questo di solito si tramuta in un'autonomia maggiore perché l'unità può entrare in stato di basso consumo molto più rapidamente. Non è sempre così, come vedrete presto.

Test reattività BAPCo SYSmark 2014 SE

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Le basse prestazioni in lettura casuale emergono nel test di reattività, dove l'Extreme Pro si posiziona al livello degli SSD SATA con prestazioni più alte come l'850 EVO. L'SSD SanDisk consuma anche di più, e questo giocherà un ruolo nel prossimo test.

Test autonomia notebook BAPCo SYSmark 2014 SE

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L'SSD SanDisk Extreme Pro 3D NVMe ci ha offerto la minore autonomia sul nostro notebook gaming Lenovo Y700-17. Si tratta di 5 ore su un sistema progettato per giocare. Ci sarebbe più differenza tra i prodotti con un notebook business pensato per garantire un'autonomia di una giornata. L'Extreme Pro sarebbe probabilmente ancora in fondo alla lista, ma la differenza tra il migliore e il peggiore sarebbe molto più grande.