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Testati sei hard disk esterni: sicurezza e mobilità

Pagina 1: Testati sei hard disk esterni: sicurezza e mobilità


Introduzione

Introduction

Se c’è una cosa di cui non se ne ha mai abbastanza, questa è lo spazio di archiviazione. La prima scelta, abbastanza ovvia, ricade su un disco interno da 3,5”, che può avere una capacità fino a 400 GB. Ma queste unità non sono adatte a tutti gli scopi. Molti utenti sono ancora restii all’idea di installare un hard drive aggiuntivo. Sono dispositivi poco flessibili, visto che non possono essere trasportati facilmente.

Si potrebbe optare per un dispositivo esterno con interfaccia USB o FireWire, nella quale inserire un disco interno. Ma il peso della combinazione resta un ostacolo per il trasporto, e, più importante, potrebbe non essere sufficientemente sicuro. Quando si parla di dati sensibili in ambienti professionali, il problema più importante con l’archiviazione mobile è che i dati possono essere visti e manipolati da persone non autorizzate in caso di smarrimento o furto. Questa è la ragione che ha portato i produttori di hard drive esterni con dischi inclusi ad aggiungere tutta una serie di meccanismi di sicurezza, dalla crittografia dei dati all’accesso via impronta digitale.

Abbiamo cercato di mettere insieme un campione valido di questi dispositivi. Il drive di Microsolutions si chiama Lock Box,, ed è protetto da un sensore per impronte digitali. Ximeta propone il NetDisk Mini 40 GB, collegabile sia come dispositivo NAS (Network Attached Storage, cioè in rete) o via USB 2.0. Anche Seagate è in corsa, con due prodotti, il Portable External Hard Drive e l’interfaccia 40 GBUSB 2.0. Il più piccolo dei concorrenti è il MicroVault Pro da 2 GB di Sony, mentre Soyo mette in campo il CigarHD, che si piazza a metà strada, con 20 GB su un HD da 1,8”. Probabilmente il più veloce e dinamico è il WiebeTech ComboGB, che offre sia USB 2.0 che FireWire 400 e 800.

Bene, pronti, partenza…via!