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TSMC, le vendite di chip 7 nanometri incideranno per il 10% del fatturato nel 2018

TSMC fa i conti del terzo trimestre e guarda al trimestre con positività grazie al tape out di oltre 50 progetti entro fine 2018. Il numero supererà quota 100 entro fine 2019.

Anche se Taiwan Semiconductor Manufacturing Company (TSMC) ha messo nel mirino la produzione a 5 nanometri, con le prime sperimentazioni il prossimo anno, il focus produttivo è tutto sui 7 nanometri in questo momento, con la prima generazione del processo produttivo che stando a quanto riferito dal CEO C.C. Wei sarà usato per il tape out di oltre 50 progetti entro fine 2018.

L’azienda taiwanese pronostica inoltre che il numero salirà a 100 progetti entro fine 2019, contando anche l’adozione della seconda generazione dei 7 nanometri che farà un primo uso della litografia EUV. TSMC si aspetta che le vendite di chip a 7 nanometri superino il 20% del fatturato totale dei wafer prodotti nel quarto trimestre dell’anno, e quasi il 10% sull’intero anno.

La proporzione supererà probabilmente il 20% nel 2019, grazie appunto ai 7 nanometri EUV, anche se la produzione in volumi con questo processo partirà nel 2020, mentre nel 2019 la maggior parte dei chip sarà realizzata con la prima generazione dei 7 nanometri. Tra i clienti di TSMC si contano Apple, Huawei, Qualcomm, AMD, Nvidia, Xilinx e molte altre aziende, con Apple, Huawei e AMD a rappresentare il grosso degli ordini a 7 nanometri.

Parlando dei risultati finanziari del terzo trimestre, TSMC ha raggiunto un fatturato di 4,89 miliardi di dollari in crescita dell’8,1% sul trimestre precedente e dell’1,9% su base annua. Il margine lordo di è attestato al 47,4%, quello operativo al 36,6% e l’utile netto al 34,2%.

Nel terzo trimestre le consegne a 7 nanometri hanno pesato per l’11% del fatturato totale; i 10 e i 16/20 nanometri per il 6% e il 25% rispettivamente; i 28 nanometri e altre tecnologie avanzate hanno raggiunto il 61%”. Per il quarto trimestre TSMC si attende un fatturato tra 9,35 e 9,45 miliardi di dollari, in crescita del 10/11% sul trimestre appena concluso. Ciò non ha però impedito una revisione al ribasso delle stime di crescita per l’interno 2018, al 6,5% dal precedente 7-9%, a causa di un ulteriore indebolimento della domanda di chip dal mercato delle criptovalute.

In merito all’infezione da virus che l’ha colpita ad agosto, il direttore finanziario Lora Ho ha spiegato che i danni sono stati ridotti ai minimi termini. “La nostra attività nel terzo trimestre ha beneficiato del lancio di nuovi prodotti a 7 nanometri. Sebbene l’incidente del virus informatico del 3 agosto abbia avuto un impatto sul fatturato del terzo trimestre e sul margine lordo rispettivamente di circa il 2% e l’1%, siamo riusciti a recuperare circa il 75% delle consegne interessate nel terzo trimestre”.