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TV 8K con sorpresa: secondo Sony, è meglio tenerli a distanza

I puristi dell’immagine TV passano molto tempo a valutare dove piazzare il proprio televisore per spremere il massimo realismo. Toshiyuki Ohura, Chief Distinguished Engineer di Sony, ci ha spiegato cosa è cambiato con l’avvento dell’8K.

Per molti di noi, piazzare il televisore in casa è quasi una scelta obbligata. Abbiamo un divano, una parete libera e… facciamo di necessità virtù. Chi può permettersi di scegliere, invece, ha davanti a sé una vagonata di variabili da tenere presenti tra le quali spiccano la distanza dello spettatore dal televisore, la diagonale dello schermo e la sua risoluzione. In particolare, la risoluzione dello schermo ha iniziato a diventare un fattore importante con il quale confrontarsi dall’avvento dell’HD, dato che stravolgeva i parametri in un campo dove la tecnologia era immobile da decenni in termini di risoluzione dello schermo.

Ovviamente i produttori di televisori hanno uno stuolo di ingegneri che studiano ogni aspetto della resa dei propri prodotti, per ottimizzarne la resa e ottenere un vantaggio competitivo sui concorrenti. Così, si sono succeduti innumerevoli studi su quale sia la distanza giusta tra spettatore e schermo per ottenere il miglior effetto realistico e immersivo.

Sui televisori 4K, questa misura corrisponde a una volta e mezza la diagonale del televisore. In questo modo, i pixel sono abbastanza piccoli da non esser notati come “scalettatura” nelle immagini, ma sono ancora abbastanza grandi da migliorare la definizione percepita rispetto a schermi Full HD.

All’ultimo CES, però, abbiamo visto come tutti i produttori stiano preparando la loro linea di televisori 8K e questo ci costringerebbe a rivedere la formula appena citata. Dal momento che la risoluzione degli 8K è 4 volte quelli degli schermi 4K, la distanza a cui piazzare il televisore dovrebbe essere dimezzata.  “Invece” – ci ha svelato Toshiyuki Ohura – “non è così. Quando i pixel diventano così piccoli, entrano in gioco altri fattori che contribuiscono maggiormente a dare una sensazione di realismo dell’immagine”.

Secondo le prove che hanno effettuato su un gran numero di persone, la distanza ottimale a cui piazzare un televisore 8K dal suo spettatore è ancora di 1,5 volte la misura della diagonale. Esattamente come nei 4K. “Avvicinare lo spettatore oltre questa soglia” – continua Ohura – “contribuisce a peggiorare man mano la percezione di realismo, nonostante il fatto che l’occhio umano dovrebbe, invece e in teoria, apprezzare l’aumento di dettaglio. Restando, invece, alla distanza di 1,5 volte la diagonale, la percezione di realismo migliora lo stesso rispetto a un 4K pur senza sfruttare, teoricamente, a pieno la nuova risoluzione”.

Probabilmente, la maggior parte di questa sensazione di perdita di realismo ha a che fare con il campo visivo. Avvicinarsi troppo a un televisore vuol dire non essere più in grado di goderne comodamente di tutta l’immagine ed essere costretti a muovere gli occhio o addirittura la testa più di quanto siamo abituati a fare.