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Twitch ha davvero fatto chiudere questo popolare AdBlock?

Una delle estensioni per Chrome e Firefox più popolari tra gli utenti è stata rimossa dai rispettivi store dei browser web. Twitch AdBlock è stata davvero rimossa a causa di pressioni esercitate da Amazon (che vi ricordiamo è l’azienda madre di Twitch)? Cos’è successo allo sviluppatore?

Twitch Logo

Sono davvero tanti gli utenti Twitch AdBlock che hanno raggiunto lo sviluppatore dell’estensione su GitHub per chiedere spiegazioni, non è infatti più possibile scaricare il popolare add-on per Chrome e Firefox che permetteva di poter navigare su Twitch senza essere disturbati dalle pubblicità della piattaforma.

In molti hanno pensato che la causa di questa rimozione fosse da imputare ad Amazon/Twitch, azienda che avrebbe potuto secondo gli utenti aver fatto pressioni sul programmatore dell’estensione perché ne interrompesse lo sviluppo. Questo è successo perché uno dei membri della community nel thread ha dichiarato di aver ricevuto una notifica di takedown DMCA da Twitch per la sua app Android chiamata Xtra for Twitch, che secondo l’utente aveva 230.000 utenti.

Prima della rimozione dell’estensione, l’AdBlock avrebbe avuto oltre 150.000 utenti e 6 milioni di visualizzazioni al giorno, secondo un commento ormai cancellato dello sviluppatore.

Xtra for Twitch app bannata

In un commento di follow-up nel thread, lo sviluppatore ChoosenEye è rimasto sfuggente e breve: “Twitch Adblock non c’è più. Non ci sarà una nuova versione. Mi dispiace“.

I colleghi di BleepingComputer hanno raggiunto ChoosenEye il quale ha confermato di aver rimosso l’estensione di propria spontanea volontà e non a seguito delle presunte pressioni ricevute dalla piattaforma di streaming. Lo sviluppatore ha affermato di non aver ricevuto alcuna lettera legale da Twitch, la sua società madre Amazon o qualsiasi altra parte coinvolta.

Twitch ha chiuso il modo in cui potevo generare playlist modificate senza pubblicità. Inoltre hanno bannato alcuni account usati per queste estensioni” ha riferito nell’intervista avvenuta via mail. “Questa estensione ha avuto origine come un semplice lavoro di proof of concept condiviso con alcuni amici, ma ha raggiunto dimensioni a cui non avevo pensato e che possono risultare in una causa legale per cifre che [non] potrò mai permettermi“.

Nessuna forzatura dunque da parte dell’azienda, solo una decisione sensata da parte dello sviluppatore che non vuole correre inutili rischi.

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