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Disponibile Ubuntu 20.04 LTS Focal Fossa, ecco le novità

Canonical ha rilasciato Ubuntu 20.04 LTS. Il team di sviluppo ha apportato sostanziali miglioramenti in quasi ogni aspetto del sistema operativo, dalla A alla Z. Per questa versione si è scelto con molto ingegno il nome di Focal Fossa: focal dà un senso di concentrazione, di focalizzazione, appunto; fossa è un mammifero predatore del meraviglioso Madagascar, è in cima alla catena alimentare e ha un nome latino curioso, Criptoprocta Ferox. Quasi che si volesse trasmettere un sentimento di dinamismo, un’intenzione portata a termine con massima concentrazione ed efficienza.

Come ogni versione LTS rilasciata nel mese di aprile di un anno pari, Ubuntu 20.04 LTS avrà il supporto di Canonical per 5 anni, sia per la versione desktop che la variante server. Le versioni professionali e aziendali possono optare per un’estensione del servizio di supporto con l’opzione ESM, Extended Security Maintenance. In questo periodo quinquennale oltre agli aggiornamenti di sicurezza si potrà contare anche sui Point Release, importanti rilasci ufficiali che serviranno per adeguare il sistema operativo in vista di eventuali modifiche hardware con le ultime novità che il mercato potrà offrire, ma soprattutto per far aggiornare da sistema operativo chi usa Ubuntu 18.04 LTS alla nuova versione.

Con la versione LTS non bisogna aspettarsi stravolgenti novità quanto invece stabilità, sicurezza ed efficienza. Canonical è intervenuta con miglioramenti alla praticità, alle interfacce e a interazioni varie, insomma alla esperienza utente globale. Fra le maggiori e interessanti novità “sotto il cofano” c’è l’adozione del kernel 5.4 di Linux con tutte le sue peculiarità, tra cui un migliorato supporto hardware, una maggiore sicurezza grazie alla funzione Lockdown e supporto nativo al file system exFAT. Sono stati aggiornati i software essenziali (toolchain) tra cui GLIBC 2.31, OpenJDK 11, Python 3.8.2, PHP 7.4, PERL 5.30 e GOLANG 1.13.

È stato abilitato il supporto a WireGuard, il promettente protocollo VPN, e a Livepatch, per installare gli aggiornamenti del kernel senza bisogno di riavvii. È stato cambiato l’algoritmo di compressione del kernel e di initramfs, ora in formato lz4 per una maggiore velocità di boot. Durante questa fase, tra l’altro, viene visualizzata una novità: ora a schermo appare il nome del produttore OEM del computer.

La prima opportunità che abbiamo per interagire col nuovo sistema operativo è la schermata del login: ora i box ID utente e password sono centrati, focal-izzati, con in basso a destra le opzioni di cambio sessione. Successivamente, nell’accedere al desktop scopriamo il rapido tempo di risposta dell’interfaccia grafica, qui gestita da GNOME 3.36.

L’aspetto e il feeling delle cartelle e delle finestre sono migliorati grazie all’adozione e alla personalizzazione di GTK-Yaru, il sistema che gestisce icone e shell, e a Mutter (gestore finestre). Le animazioni e l’interfaccia utente sono più fluide e meno affamate di risorse. Tra i temi disponibili ora c’è anche una modalità Dark, tanto per stare al passo con la concorrenza.

Novità sull’ergonomia visiva: per chi fa fatica ad utilizzare il computer alla risoluzione standard dello schermo, in Ubuntu 20.04 è supportato il ridimensionamento frazionario: si possono aumentare le dimensioni dell’interfaccia utente in maniera semplice e veloce, scegliendo un valore tra 100, 125, 150, 175 e 200%. Per chi invece ha configurazioni multi-monitor, Ubuntu 20.04 rende facile il setup per gestire al meglio i diversi output video.

L’app store di Canonical, Ubuntu Software, è ora distribuito in formato Snap: cambia soltanto il formato pacchetto, la funzionalità rimane invariata. Calculator, Characters e Logs invece non sono più in formato Snap, ma nelle versioni pacchetto standard apt.

Certamente le novità non si fermano qui e le premesse sono piuttosto interessanti. Se anche a voi è venuta voglia di provarlo, Ubuntu 20.04 si può scaricare direttamente dal sito ufficiale in formato .ISO. Come di consuetudine, il file ottenuto può essere scritto su una chiavetta USB dedicata da almeno 4GB ed è possibile testare con mano la distribuzione di Canonical in modalità LiveCD.

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