Software

Ubuntu tende la mano e chiede soldi agli utenti

Canonical ha deciso di chiedere una donazione a chi scarica Ubuntu, la più nota distribuzione Linux in circolazione. A partire da oggi infatti chi visita la pagina di download avrà l'opportunità di contribuire al progetto con una donazione da versare tramite Paypal.

Il pagamento non è obbligatorio, e chi lo preferisce può saltare direttamente al download del sistema operativo. Chi invece vuole fare un gesto di buona volontà potrà scegliere che cosa finanziare con il proprio denaro.

Mostra a Ubuntu un po' d'amore

Le categorie disponibili infatti sono otto, e per ognuna si può decidere di pagare da zero a 125 dollari: miglioramento del desktop, ottimizzazione delle applicazioni, ampliamento della compatibilità hardware, sviluppo di versioni per tablet e smartphone, partecipazione della comunità allo sviluppo, coordinamento con Debian, sviluppo di versioni alternative come Kubuntu, Xubuntu e Lubuntu, o una semplice "mancia" per Canonical.

È un cambiamento notevole, se si considera che finora l'unico modo di contribuire allo sviluppo di Ubuntu era partecipare in prima persona alla stesura del codice, o comunque agli aspetti tecnici. Non tutti gli utenti però hanno le capacità o il tempo di programmare, testare o partecipare al forum. Per molti un semplice pagamento potrebbe essere l'opzione migliore per sostenere Ubuntu. Le donazioni sono ancora più importanti se si pensa che Canonical, come altri, vorrebbe fare di Ubuntu un sistema operativo "per tutti", non solo per i più esperti e smaliziati.

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La risposta degli utenti potrebbe essere molto rilevante per l'economia dell'azienda: Ubuntu è sempre stato e resterà un sistema operativo gratuito, ma crearlo e mantenerlo ha dei costi. Il progetto nacque grazie al finanziamento diretto di Mark Shuttleworth, e poi Canonical ha trovato altre fonti di profitto: si ritiene tuttavia che l'obiettivo della profittabilità sia ancora lontano.

Nello stesso ambito va collocata un'altra iniziativa recente, vale a dire l'inclusione dello shopping di Amazon nelle ricerche eseguite all'interno di Ubuntu. Una funzione poco o per nulla invasiva (si può eliminare), ma che tuttavia ha generato molte polemiche. Le donazioni in fase di download sono tuttavia più discrete, e di certo non suscitano sospetti di alleanze indebite come nel caso di Amazon. Almeno stavolta Canonical non dovrebbe scatenare le ire di nessuno, si spera.