Periferiche di Rete

Un primo sguardo a Sky Wi-Fi: hardware e interfaccia

L’offerta di sky per la fibra può sembrare un po’ strana sul territorio italiano, abituati come siamo a vedere come provider solo aziende specializzate nella fornitura di connessione Internet. Qualche tempo fa, si era fatta avanti ENEL con un progetto pilota, che però è poi stato smorzato e mai lanciato su larga scala.

All’estero, invece, non è così strano vedere invece altre aziende non “originarie del settore” lanciare delle offerte di connettività e quindi eccoci anche nel nostro Paese a valutare se Sky, che tutti conosciamo come fornitore di contenuti, possa essere una valida alternativa alle aziende più “tradizionali”.

Nel nostro articolo sul lancio del servizio, che potete leggere cliccando qui, trovate tutte le informazioni fin qui note su infrastruttura e offerte. Di seguito, invece, daremo una rapida occhiata a come si presenta il servizio dal punto di vista dell’hardware e delle funzionalità.

È ancora un po’ presto per vedere come funziona il servizio su larga scala, ma Sky sembra aver intenzione di fare le cose per bene. I router sono prodotti da una sua azienda sussidiaria creata per lo scopo, su progetto Comcast. Lo Sky Hub, quindi, è un prodotto inserito in un progetto più ampio, che si sta sviluppando bene ed è, ovviamente, molto focalizzato sullo sfruttamento di servizi in streaming.

Nella sua attuale incarnazione, supporta il Wi-Fi ac ed è previsto il supporto all’ax in futuro, ma già così gli abbiamo visto gestire senza problemi sei flussi video di cui due 4K e gli altri full HD. Sul retro del dispositivo si trovano anche le porte per la telefonia (due) e tre porte ethernet.

La parte più interessante dal punto di vista dell’hardware è probabilmente quella che prevede il supporto nativo della rete mesh. Una delle formule in abbonamento, infatti, prevede che insieme allo Sky Hub vengano forniti uno o più “Pod” che abilitano la rete mesh.

Installare i Pod è molto semplice, grazie a un QR code stampato che basta leggere con l’app apposita, oppure ricorrendo al codice univoco sempre presente sotto al Pod. Dopo pochi minuti, la rete è già operativa, ma a questo punto spicca la raccomandazione sulla documentazione di non spegnere mai i Pod e il motivo è molto interessante.

La rete mesh che si va a creare, infatti, è di tipo “intelligente”  e non si limita a connettere i dispositivi all’antenna che garantisce il maggior segnale, ma a organizzare la rete sulla effettiva qualità di connessione che si riesce a garantire a ogni terminale servito. Nell’arco di un paio di giorni, Pod e Hub analizzano la qualità del servizio, provando varie combinazioni di connessione Wi-Fi, fino a giungere a quella che sembra funzionare meglio per tutti.

Se il pod viene spento o disconnesso, il processo va rifatto da capo, perdendo l’ottimizzazione raggiunta in questo arco di tempo. Può sembare una pecca, ma è una opzione sensata: se si sposta un pod, tutti i calcoli fatti perdono di significato e quindi è ovvio che tutto vada ricostruito. Può risultare molto utile, tra l’altro, il fatto che ogni Pod abbia una presa ethernet alla quale è possibile collegare un dispositivo da connettere alla rete Wi-Fi.

Da un punto di vista delle funzioni, l’Hub ci ha stupiti favorevolmente. Purtroppo non abbiamo avuto ancora modo di provarlo approfonditamente, ma le opzioni tipiche dei router avanzati sono tutte lì, con una parte di reportistica su utilizzo e qualità del servizio molto ben fatta.

Anche tutta la parte di sicurezza e gestione avanzata delle porte è disponibile, sebbene con alcune strane “discordanze” tra app e interfaccia Web.

Il router, infatti, accetta connessioni sia tramite l’app, usando la stessa password di Sky Go, sia tramite una tradizionale interfaccia raggiungibile da browser. Entrambe possono fare quasi tutto, ma mentre da web interface non si può gestire a pieno la parte molto corposa di parental control, dall’app non si riesce a gestire la parte di sicurezza e port forwarding (almeno per il momento).

In conclusione, sembra che Sky proponga una offerta che possa soddisfare dal punto di vista delle funzionalità anche gli utenti avanzati (se disposti a scendere a patti con l’utilizzare un modem fornito dal gestore) e speriamo di poter verificare a breve quanto il servizio completo possa garantire in termini di robustezza e opzioni.