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Vhacks, il primo hackaton del Vaticano

Vhacks è il primo hackaton che si terrà in Vaticano dall'8 all'11 marzo. Oggi inizierà una lunga sessione di sviluppo che coinvolgerà 120 studenti per 36 ore su temi che sono cari alla Chiesa: inclusione sociale, dialogo interreligioso e assistenza ai migranti e rifugiati.

Nello specifico si parla di app o software o altri tipi di elementi di innovazione che affrontino questi problemi, promuovano la collaborazione e incoraggino le istituzioni all'impiego di tecnologie.

Vhack

L'iniziativa, come racconta Wired.com, si deve a un incontro avvenuto l'anno scorso tra Jakub Florkiewicz, studente della Harvard Business School, il reverendo Eric Salobir, fondatore di Optic – il primo think tank vaticano dedicato alla tecnologia, e il monsignor Lucio Ruiz del Segretariato vaticano per le comunicazioni.

"Negli scorsi due anni, il Vaticano ha subito un periodo di trasformazione su iniziativa di Papa Francesco, inclusi gli ambiti della tecnologia digitale e dei digital media", ha spiegato Salobir. "Questo è il primo (hackaton) del Vaticano, quindi è molto simbolico".

In effetti Papa Francesco si è distinto nelll'uso del social media: il suo account Twitter Pontifex vanta più di 17 milioni di iscritti e quello Instagram oltre 5 milioni. Senza contare il suo intervento al TED Talk il 25 aprile del 2017 e i riferimenti espliciti alle conseguenze generate dalla diffusione delle tecnologie nell'enciclica "Laudato sì" del 2015.

"Un messaggio chiave di questo evento è la collaborazione e il lavorare insieme sui problemi di cui tutti abbiamo esperienza", ha aggiunto Florkiewicz. "Anche se è agevolato dal Vaticano come istituzione religiosa, si tratta di un evento completamente non-religioso".

Insomma, come ha sottolineto Salobir il tema è di usare la tecnologia per scopi più ampi, come aiutare la società. Certamente non ci si aspetta una risposta alla domanda sui rischi provocati dalla tecnologia, ma solo uno stimolo a coinvolgere i più giovani sui temi.

Fra i partner di riferimento vi sono Google, TIM e Microsoft.