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VIA APC è il concorrente del Raspberry Pi con Android

VIA Technologies ha annunciato APC, un concorrente diretto del Raspberry Pi che sarà in vendita da luglio al prezzo di 49 dollari. Alla base della configurazione c’è il processore ARM WonderMedia basato su ARM11, affiancato da 2 GB memoria flash e 512 MB di RAM DDR3,  quattro connettori USB 2.0 e un vano per schede microSD.

Come il Raspberry Pi, APC può essere collegato a un televisore per riprodurre contenuti multimediali, o a monitor per attività produttive, grazie alla presenza anche di uscite VGA e HDMI. Non mancano poi il connettore Ethernet e le prese jack per ingresso e uscita audio.

VIA APC

Il tutto in un prodotto in formato Neo-ITX che misura 17 x 8,5 centimetri e può essere alloggiato in qualsiasi chassis standard Mini-ITX o microATX da procurarsi a parte, in funzione dei gusti e delle necessità degli utenti. In questo modo VIA calcola che saranno più veloci i tempi di consegna degli ordini e che il prodotto potrà essere appetibile anche per gli OEM che decideranno di sfruttare questa piattaforma.

APC consuma 4 watt durante il funzionamento, che salgono a un massimo di 13,5 watt a massimo carico. L’alimentazione prevista è di 15 watt. La principale differenza rispetto all’ormai celebre mini computer della Fondazione Raspberry è il sistema operativo: APC dispone di una build personalizzata di Android 2.3, ottimizzata per l’input da tastiera e mouse e con integrati un browser e una selezione di applicazioni preinstallate.

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Richard Brown, vice presidente marketing di VIA, ha spiegato che
“APC porta la familiarità e la convenienza dei sistemi Android in un computer da 49 dollari che aprirà interessanti opportunità in nuovi mercati”. Brown paragona questa soluzione a una “bicicletta per la mente”, in quanto nell’intento dell’azienda dovrebbe consentire l’accesso a Internet a persone che prima ne erano escluse.

La filosofia del prodotto sembra quindi molto differente da quella del Raspberry Pi: l’informatizzazione delle persone meno abbienti, presumibilmente nei Paesi emergenti, invece della spinta alla programmazione e alla scoperta della cultura informatica. Il prezzo dell’APC è superiore a quello del Raspberry Pi, ma i problemi di fornitura che sta affrontando la Fondazione inglese potrebbero penalizzarne le vendite a favore di una soluzione che sembra sulla stessa linea d’onda.

Solo però per gli utenti che sono alla ricerca di un media center ultraeconomico o di un computer da pochi soldi per le attività di produttività di base. Sicuramente l’APC è poco appetibile per chi vuole programmare o sviluppare progetti, sempre ammesso che non si riesca a installarci una qualche distro di Linux.