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Vista Capable, Microsoft la fa franca

Mercoledì il giudice Marsha Perchman ha fatto marcia indietro, cambiando la sua decisione sulla class action che vedeva Microsoft sul banco degli imputati, per la questione del bollino Vista Capable, di fatto mettendo la parola fine al dibattito legale.

La questione, come ricorderete, vedeva Microsoft sul banco degli imputati, per aver spinto i consumatori a comprare PC che non erano in grado di sostenere quello che allora era il suo nuovo sistema operativo, traendoli in inganno con il bollino "Vista Capable".

Il giudice crede che la campagna di Microsoft abbia permesso agli OEM di vendere PC a prezzi più alti del dovuto, ma la sua decisione (pdf) mette in chiaro che non si è dimostrato nulla, contro l'azienda.

La class action, inizialmente accettata, è stata rifiutata perché l'accusa non è stata in grado di produrre prove sufficienti contro Microsoft. Non è detto, per esempio, che l'aumento di vendita di PC "Vista Capable" non sia dipeso da promozioni degli OEM, sconti in negozio, e normali fluttuazioni del mercato.  

Le analisi e i dati presentati dall'accusa, in sostanza aneddoti, testimonianze e messaggi di posta elettronica, non sono stati sufficienti a dimostrare né il danno subito dai consumatori né l'arricchimento illecito ottenuto da Microsoft.

I famosi messaggi di posta elettronica, che dimostrano come dentro Microsoft fossero consapevoli che il bollino avrebbe confuso i consumatori, resta un fatto grave, che legittima azioni individuali, anche se mancano le basi per giustificare una class action.

Class action chiusa per mancanza di prove quindi, e via libera ad eventuali azioni personali, visto che "questa decisione non implica che le affermazioni dell'accusa non siano vere", per dirla con le parole del giudice, ma solo che non è possibile dimostrare un danno comune a tutti i consumatori.

Il giudice Pechman, infine, ha rifiutato di stralciare uno dei capi d'accusa, come Microsoft aveva richiesto: quello di aver presentato Vista Home Basic come una distribuzione valida del sistema operativo, mentre di fatto non lo era, secondo l'accusa.

Non crediamo che vedremo molti consumatori lanciarsi contro Microsoft, con il rischio (certezza?) di andarsi a impantanare in una lunga e costosissima procedura legale, dalla quale sarebbe quasi impossibile uscire vincitori.

La chiusura della class action, in ogni caso, non è senza conseguenze per l'azienda: i cambi di direzione, gli accordi con Intel, le responsabilità dei driver Nvidia sono tutti elementi che hanno minato la reputazione dell'azienda e del sistema operativo. Per i consumatori, è stata l'occasione di vedere più da vicino una delle aziende più importanti del mondo, e, con un po' di malizia, di capire quali tipi di decisioni si prendono quotidianamente all'interno di ogni grande corporation.