Software

Non fare come Putin, aggiorna il sistema operativo!

Stando a foto diffuse dall’ufficio stampa del Cremlino, il presidente russo Vladimir Putin usa ancora Windows XP sul proprio computer, tanto in ufficio quanto presso la sua residenza ufficiale di Novo-Ogaryovo vicino a Mosca.

Il sistema operativo, rilasciato da Microsoft nel 2001, non riceve aggiornamenti di sicurezza dal 2014 e quindi è decisamente insicuro, bucabile facilmente da malintenzionati che vogliono conoscere i segreti del presidente e dell’amministrazione russa. E non basta come misura di sicurezza lo sfondo delle torri del Cremlino…

D’altronde nel 2017 un ransomware che colpì Windows XP face oltre 20.000 vittime, incluso il servizio sanitario nazionale del Regno Unito, portando alla chiusura degli ospedali e all’interruzione dei servizi essenziali. Windows XP è ancora diffuso all’incirca sul 2% dei PC nel mondo, quindi Putin è in buona (o cattiva in base al punto di vista) compagnia.

Il sito russo Open Media riporta che Mikhail Klimaryov, capo della Internet Protection Society (un’organizzazione russa aperta e indipendente a difesa del web), ha confermato che quello che si vede nelle foto è proprio Windows XP, non una qualche distribuzione Linux con un’interfaccia molto simile.

Windows XP è tra l’altro l’ultimo sistema operativo di Microsoft che ha ricevuto l’ok per l’installazione sui computer del governo russo. Windows 10 è invece stato approvato solo su sistemi che non contengono segreti di stato.

La speranza è che i due PC di Putin non sia collegati a Internet, anche se basterebbe collegare una chiavetta USB infetta per ottenere informazioni importanti. Probabilmente però qualsiasi interazione con web o altri dispositivi da parte di quei computer è monitorata costantemente da un team di esperti. Il che comunque non esclude infiltrazioni di hacker di altri stati.

E dire che Putin sembra molto accorti quando si parla di Internet e affini. A maggio, ha firmato un disegno di legge che consente al governo di creare una rete solo per la Russia con un nuovo sistema di nomi di dominio per proteggersi dagli hack. La Russia inoltre sta lavorando alla creazione di una sua enciclopedia al posto di Wikipedia. Inoltre una legge che entrerà in vigore a luglio richiederà che tutti gli smartphone, le smart TV e i PC siano dotati di software russo preinstallato.

A questo punto ci preme ricordare al Cremlino che passare a Windows 7 non è la soluzione: il 14 gennaio 2020 terminerà il supporto ufficiale e non riceverà più update di sicurezza – a meno che la Russia non decida di pagare il supporto esteso a Microsoft.

Battute a parte, Mosca sta gradualmente estromettendo le soluzioni di Microsoft, Apple e Google dai computer governativi per puntare su Astra Linux, una distribuzione sviluppata in Russia derivata da Debian, e le soluzioni di Yandex. L’obiettivo è quello di concludere il passaggio a soluzioni domestiche tra il 2025 e il 2030. Forse nel caso dei PC di Putin si potrebbe accelerare.

Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov non ha spiegato a Open Media il motivo per cui Putin sembri usare Windows XP e diversi giornali non ottenuto risposta alle loro domande. Se ci saranno novità vi metteremo al corrente.