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WhatsApp, arriva la crittografia per i backup su iCloud

WhatsApp ha introdotto la crittografia per i backup su iCloud. Si tratta di un ulteriore livello di sicurezza, inserito senza alcun annuncio ufficiale a fine 2016.

WhatsApp ha introdotto la crittografia per i backup su iCloud. È quanto emerge da un nuovo report della celebre testata Forbes, che ha appreso la notizia da una società terza. L'introduzione risalirebbe addirittura a fine 2016, operata senza alcun annuncio ufficiale. Dunque, un ulteriore livello di sicurezza per la celebre app di messaggistica istantanea.

La società in questione che ha effetuato la scoperta è la russa Oxygen Forensics, specializzata nello sviluppo di strumenti di hacking per dispositivi mobili, che ha rivelato di essere in grado di aggirare le varie misure di sicurezza implementate da WhatsApp. Il tutto però attraverso un metodo che necessita l'accesso a una SIM con il medesimo numero di cellulare registrato sull'applicazione di messaggistica.

Whatsapp backup iPhone
L'impostazione del backup di Whatsapp su iOS

Avendo accesso a questa SIM, il numero in questione viene sfruttato per inviare un codice di verifica che, di contro, genera una chiave per la decodifica dei backup salvati su iCloud. Chiaramente, al fine di poter avere accesso concreto ai messaggi, saranno necessari anche l'ID e la password dell'account Apple.

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Spiegata in questi termini, potrebbe sembrare una procedura senza un campo specifico di applicazione. Di questo parere è Vladimir Katalov, CEO di Elecomsoft, azienda rivale di Oxygen Forensics in patria che, intervistato da Forbes, ha espresso le proprie perplessità in relazione alla specifica situazione che si deve verificare al fine di applicare questa metodologia.

Whatsapp backup Google Drive
L'impostazione del backup di Whatsapp su Google Drive

Occorre però ricordare i casi di cronaca degli ultimi anni, che hanno riportato situazioni in cui le forze dell'ordine si sono ritrovate in possesso di dispositivi in cui era stato rimosso l'account Whatsapp ma non i backup nel cloud. In queste fattispecie la necessità è stata proprio quella di poter avere accesso ai dati immagazzinati nella "nuvola", oltre che ovviamente a poter sbloccare lo smartphone.

In tal senso, come non ricordare il celebre caso dell'iPhone 5C di Syed Rizwan, uno dei due killer che il 2 dicembre 2015 hanno assaltato un centro di assistenza a San Bernardino, uccidendo 14 persone. Il dispositivo, in quel caso, è stato recuperato dalle forza dell'ordine, che hanno successivamente chiesto ad Apple di fornire l'assistenza tecnica per decrittarne i contenuti.

iPhone San Bernardino
Syed Rizwan

L'azienda di Cupertino, all'epoca, si è opposta fermamente, ritenendo che si sarebbe creato un precedente pericoloso per la privacy degli utenti. Una presa di posizione che ha scatenato un vero e proprio dibattito mondiale e che, tra le altre cose, ha visto anche l'emissione di un'ordinanza del giudice federale di Los Angeles, nella quale si ordinava ad Apple di collaborare con l'FBI per la decrittazione dei contenuti.

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La vicenda si è poi conclusa con lo sblocco dell'iPhone 5C eseguito da una società israeliana su commissione della stessa FBI. Un'operazione che sarebbe costata 900.000 dollari, una cifra diffusa, neanche a farlo a posta, nella giornata di ieri attraverso un intervento pubblico della Senatrice democratica Dianne Feinstein che fa parte della commissione del Senato che supervisiona l'operato del Federal Bureau of Investigation, così come riportato dalla CNBC.

Dianne Feinstein
La Senatrice Dianne Feinstein

Un tema estremamente scottante dunque quello della protezione dei dati personali che, con l'esplosione del fenomeno smartphone, ha assunto dimensioni impensabili fino a qualche anno fa. In ogni caso, l'introduzione da parte di WhatsApp della crittografia per i backup su iCloud rappresenta senza dubbio una notizia positiva nell'ottica utente.