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Windows 10 20H2, problemi anche con SSD NVMe Thunderbolt

A quanto pare, i problemi per gli utenti che hanno aggiornato il proprio sistema a Windows 10 20H2 non finiscono mai. Infatti, stando a quanto riportato dai colleghi di Bleeping Computer, sembra che Microsoft stia investigando su un problema che porta alla nota “schermata blu” (BSOD) quando gli utenti collegano un SSD Thunderbolt NVMe.

Windows 10 Copertina

Stando agli utenti, l’errore riportato è “DRIVER_VERIFIER_DMA_VIOLATION (e6). Un operazione DMA illegale è stata tentata da un driver in fase di verifica.” Ovviamente, questo bug interessa solo i possessori di sistemi dotati almeno di un SSD NVMe Thunderbolt e, conseguentemente, di una porta Thunderbolt.

Sino a che non sarà risolto questo problema, Microsoft ha implementato un blocco per impedire che, in questi sistemi, vengano offerti aggiornamenti a Windows 10 2004 o Windows 10 20H2.

Infatti, in questi casi comparirà il messaggio:

Il tuo PC possiede hardware che non è pronto per questa versione di Windows 10. Windows Update ti offrirà automaticamente questa versione di Windows 10 una volta risolto il problema.

Sia Intel che Microsoft stanno attualmente collaborando per trovare una soluzione a questa situazione, così da rendere possibile l’aggiornamento ad una versione più recente di Windows 10.

Recentemente vi abbiamo parlato anche di un problema che riguardava i certificati di sistema di Windows 10. Infatti, stando ad una comunicazione della stessa Microsoft, i certificati utente e di sistema potrebbero andare persi durante l’aggiornamento di un dispositivo da Windows 10, versione 1809 o successiva, a una versione più recente di Windows 10. I dispositivi saranno interessati solo se hanno già installato l’ultimo aggiornamento cumulativo (LCU) pubblicato il 16 settembre 2020 o successivo e successivamente procedere all’aggiornamento ad una versione successiva di Windows 10 dal supporto o da un’origine di installazione che non ha un LCU del 13 ottobre 2020 o successivo integrato.

La compagnia di Redmond ha assicurato che saranno forniti supporti di installazione e bundle aggiornati nel corso delle prossime settimane non appena sarà individuata esattamente l’origine di questo bug.

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