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Windows 10 Home, aggiornamenti automatici obbligatori nella licenza d’uso

La licenza di Windows 10 obbliga ad abilitare gli aggiornamenti automatici, e poi nel sistema operativo non ci sono strumenti per disabilitarli. Una novità che riguarda solo l'utente privato ma non le utenze professionali e le aziende. Un'ottima idea in teoria, ma che nasconde molti rischi.

Pare che gli aggiornamenti automatici saranno obbligatori con Windows 10. Lo spiega Ina Fried su Re/code, in un articolo che afferma come questa condizione andrà accettata in fase d'installazione. In altre parole, durante l'installazione di Windows 10 bisognerà attivare gli aggiornamenti automatici, e poi non ci sarà modo di disabilitarli. Se si rifiuta l'installazione non parte, o almeno questo è quanto traspare ora.

Windows 10 Hero background adobe aftereffects

La giornalista ha chiesto conferma alla stessa Microsoft, i cui rappresentanti hanno risposto che "i termini di licenza di Windows 10 richiedono che gli aggiornamenti automatici siano abilitati per mantenere al sicurezza dei nostri clienti e fornire Windows come servizio". Saranno esentati le aziende, le utenze business e in generale chi usa una licenza Pro o Enterprise, che avranno tempo di testare gli aggiornamenti prima di installarli.

Si tratta di un cambiamento profondo nelle politiche di Microsoft, visto che fino a Windows 8.1 abbiamo avuto la possibilità di disabilitare completamente gli aggiornamenti automatici, o di selezionare manualmente quali installare. Con Windows 10 invece non avremo più tale opzione, il che è coerente con la visione che ha Microsoft del sistema operativo; Windows 10 si arricchirà di nuove funzioni e correzioni in modo continuativo, e sarà l'ultima major release del sistema operativo Microsoft.

Se la strategia di Microsoft risulta chiara e relativamente facile da capire, è altrettanto semplice intuire che a molti questa mossa non piacerà. Tantissime persone vogliono avere controllo sul proprio sistema, e preferiscono scegliere quali aggiornamenti installare, magari evitando quelli che contengono errori di qualche tipo.

Se ne è parlato per esempio su Reddit, dove qualcuno consiglia di filtrare i server Microsoft tramite un firewall, e sbloccarli solo quando si è disposti a installare gli aggiornamenti, o modificare il file hosts. Sarebbe una soluzione solo parziale, visto che è un filtro "tutto o niente" che non permette di selezionare quali aggiornamenti installare e quali tralasciare.

satya nadella
Saty Nadella sul palco di Ignite 2015

In ogni caso non è ancora il momento di farsi prendere dal panico, per diverse ragioni. Prima di tutto Microsoft potrebbe cambiare idea o fornire ulteriori dettagli nelle prossime settimane; dopodiché nessuno ci obbliga a installare Windows 10 fino a che la situazione non è del tutto chiarita. E senz'altro qualcuno troverà una soluzione alternativa.

A molti non piacerà, ma almeno in teoria è una buona idea. Ammesso e non concesso che gli aggiornamenti siano ben testati, è solo un bene se tutti gli utenti li ricevono, senza possibilità di disabilitarli magari per errore. Se il sistema resta più sicuro è un vantaggio per tutti, non solo per la persona che lo usa. Il malumore del pubblico comunque non è l'unico potenziale effetto collaterale.

Purtroppo, infatti, è sempre possibile che Microsoft pubblichi un aggiornamento con un bug, e questo in effetti potrebbe essere un bel problema.  Anzi è il problema principale; chi sta testando Windows 10 ha già avuto modo di verificare come l'aggiornamento automatico spesso compromette il funzionamento di questo o quel driver.

Secondo me Microsoft deve (doveva) risolvere questi problemi prima di pubblicare la RTM. Perché altrimenti si finisce dalla padella nella brace: hanno fatto un buon lavoro con Win10, o almeno così pare, ma se al primo aggiornamento il microfono non funziona o un videogioco non si avvia più, allora la gente (ri)comincerà a dire che Windows è una porcheria. E a quel punto non so se ci sarà modo di recuperare.