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Windows 10, l’update di ottobre slitta a novembre, ma Microsoft pensa già a Vanadium e Vibranium

Siamo entrati nel mese di novembre e Microsoft non ha ancora ripreso la distribuzione di Windows 10 October Update 2018 dopo averla interrotta quasi subito a causa di un bug che faceva sparire i file degli utenti. L’azienda ha capito come risolverlo, ma ne sono successivamente emersi altri, ad esempio nella gestione dei file zip. Microsoft ha sistemato anche quel problema, come dimostrano le patch diffuse nelle scorse ore sui PC di chi era passato subito a Windows 10 October Update 2018.

La ripresa della distribuzione sembra sempre più vicina, ma lo sforamento a novembre è ormai un fatto e dovrebbe suggerire a Microsoft un’importante revisione del sistema con cui sviluppa e testa le build di Windows 10. Questo scivolone porta con sé anche un altro consiglio: sarebbe meglio non legare più il nome del prodotto a una data specifica. Non sappiamo se a Redmond ci sentiranno, ma in tema di nomi sono circolate nelle scorse ore alcune interessanti indiscrezioni riguardo i “nomi in codice”.

Dopo aver chiamato internamente due versioni di Windows 10 con il nome Threshold (un rimando ad Halo), seguito poi da cinque versioni di Redstone (una citazione di Minecraft), per la prossima versione del sistema in arrivo entro la prima metà dell’anno Microsoft ha scelto il più chiaro “19H1“. Un nome in codice chiaro, e che in teoria può essere aggiornato senza problemi col passare del tempo, ma che non sembra destinato a durare.

Secondo Mary Jo Foley di Zdnet, non ci sarà un 19H2 a seguire 19H1, in quanto il nome in codice del futuro feature update di Windows 10 atteso nella seconda metà del 2019 sarà Vanadium. E a seguire, entro la prima metà del 2020, ci sarà Vibranium, come il materiale che forgia lo scudo di Captain America e la tuta di Black Phanter. L’uso di questi nomi si dovrebbe ricollegare a un legame sempre maggiore tra Windows e Azure, con quest’ultimo che da tempo usa gli elementi della tavola periodica come nomi in codice.

L’update di Azure atteso nella prima metà del 2019 si chiama Titanium, mentre quello della seconda metà dell’anno proprio Vanadium. Dopodiché ci sarebbe il cromo, Chromium, ma si tratta del nome usato da Google per il browser libero da cui deriva Chrome. E quindi Microsoft avrebbe ripiegato sul vibranio, un materiale tanto immaginario quanto evocativo.

Ovviamente ora le aspettative sono alte: ci aspettiamo un Windows 10 stabile come il vanadio e indistruttibile sotto ogni punto di vista come il vibranio. Chiediamo troppo? Forse no, sempre che Microsoft faccia tesoro della lezione di quest’ultimo October Update.