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Windows 10, perché Microsoft sta già testando la versione 2020

Mary Jo Foley di Zdnet, giornalista molto vicino ai piani di Microsoft, spiega perché sono stati avviati anzitempo i lavori su Windows 10 20H1.

Come vi abbiamo riportato, Microsoft ha recentemente iniziato a offrire ai Windows Insider le prime build di Windows 10 20H1, l’aggiornamento del sistema operativo che sarà distribuito pubblicamente solo ad aprile 2020. La giornalista di Zdnet Mary Jo Foley, molto vicina a Microsoft, ci spiega perché l’azienda ha improvvisamente accelerato il passo, a un mese circa dall’uscita di Windows 10 19H1.

Secondo le sue fonti, la ragione non sarebbe legata a speciali funzionalità in arrivo, bensì alla volontà della casa di Redmond di allineare lo sviluppo di Azure e Windows. “Ci è voluto circa un anno, ma l’impatto dell’ultima grande riorganizzazione primaverile che ha portato lo sviluppo di Windows verso il team Azure, sta iniziando a manifestarsi”, spiega Mary Jo Foley.

La giornalista scrive che Azure andrà a usare l’ultimissima versione del Windows core in futuro e per questo motivo è necessario un riallineamento tra le roadmap. Finora Azure ha usato una versione personalizzata di Windows 10 Server come cuore della piattaforma, ma la situazione è destinata a cambiare.

Microsoft continuerà a distribuire due feature update all’anno per Windows 10, ad aprile e ottobre, basati sulla piattaforma Windows core che il team di sviluppo mette a disposizione di diversi comparti interni (Windows client, Server, Xbox e Azure) due volte all’anno, a giugno e dicembre.

Attualmente il team di Windows è vicino a completare lo sviluppo di Windows 10 19H1. “Se i piani fossero tutto allineati, il team core OS sarebbe già sulla buona strada per terminare la nuova release, nome in codice Vanadium, la cui distribuzione interna dovrebbe avvenire a giugno e che sarebbe la base della prossima release di Windows 10 (19H2). Ma le tempistiche non collimano. Di conseguenza, i miei contatti dicono che il nuovo piano per il team core OS è di saltare la distribuzione della piattaforma interna a giugno e concentrarsi sulla versione di dicembre, nome in codice Vibranium, che sarà la base di Windows 10 20H1″, aggiunge la Foley.

Windows 10 19H1, la versione del sistema operativo attesa il prossimo aprile, sarà quindi basata sulla release core OS di dicembre 2018, mentre Windows 10 19H2 “sarà basata su 19H1 con l’aggiunta di alcune patch e funzionalità, oltre all’integrazione di alcune funzionalità della piattaforma 20H1 secondo le mie fonti”. In questo modo Microsoft dovrebbe riuscire ad uniformare i suoi progetti.

Se tutte le stelle si allineeranno, la release 20H1 sarà basata su Windows 10 core OS Vibranium che gli ingegneri forniranno internamente ai vari team a dicembre 2019. Se tutto andrà come pianificato, Windows 10H2 sarà basato sulla piattaforma Windows 10 core OS fornita internamente a giugno 2020 – nome in codice Manganese”.

Insomma, dietro a questa apparente accelerazione di Microsoft non ci sarebbero funzionalità mirabolanti (che tuttavia non sono da escludere, ma non sono la causa dei test anticipati su 20H1), ma solo la necessità tecnica di allineare lo sviluppo tra le varie piattaforme. Forse il 2019 non sarà così esaltante per quanto riguarda le novità di Windows, vista la necessità di curare più le fondamenta che la facciata, ma il 2020 invece potrebbe essere foriero di qualche cambiamento in più. Staremo a vedere.