Hyperloop Pod Competition, il vincitore sfreccia a 320 Km/h

Come si fa a far avanzare nel minor tempo possibile una tecnologia rivoluzionaria come Hyperloop? Semplice, organizzando una competizione internazionale tra ricercatori e scienziati: la Hyperloop Pod Competition, la cui ultima edizione è stata vinta dal team Warr, con un prototipo di pod che ha raggiunto i 320 km/h. Composto da ricercatori della Technical University di Monaco, il team aveva già vinto anche l'edizione dello scorso gennaio per il pod più veloce.

Il modellino pesava appena 80 kg ed era spinto da un motore elettrico da 50 kW, cosa che gli ha permesso di raggiungere una velocità elevata, battendo il secondo e terzo classificato, rispettivamente Team Paradigm e Swissloop.

Hyperloop Pod Competition 1

Paradigm, formato da studenti della Northeastern University and Memorial University of Newfoundland and Labrador, si è fermato a 101 kmh, mentre quello dell'ETH di Zurigo non ha superato i 40 km/h a seguito di alcuni problemi tecnici.

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Ovviamente non si tratta di pod in scala 1:1, né equipaggiati con tutte le dotazioni che i pod reali dovranno avere nel modello finale. Si tratta piuttosto di prototipi che, di volta in volta, si concentrano su alcuni aspetti tecnici specifici, proprio con l'obiettivo di far emergere possibili soluzioni a un problema specifico, che sia l'aerodinamica o altri aspetti come la propulsione, il sistema di sicurezza, il gruppo freni etc.

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A margine della competizione, svoltasi come sempre sul percorso che sorge vicino al quartier generale di Space-X, lo stesso Elon Musk si è complimentato col team vincitore e ha dichiarato che non vede motivo per cui i pod delle prossime gare non possano raggiungere velocità di 800 o addirittura 900 km/h, vicine a quelle che dovrà offrire il modello di Hyperloop che, lo ricordiamo, sarà un treno subsonico.

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Purtroppo in Italia, a causa della configurazione del nostro territorio, sarà difficile vedere all'opera questo tipo di treno, che invece altre nazioni europee stanno già prendendo seriamente in considerazione.

L'Italia è però presente nel progetto, grazie alle eccellenze tecnologiche di cui disponiamo. In particolare l'Istituto Superiore Sant'Anna dell'Università di Pisa potrebbe realizzare le sospensioni, mentre a Bari sorgerà TransPod Italia, la filiale del colosso canadese che sta lavorando al progetto Hyperloop. 


Tom's Consiglia

Noi probabilmente non vedremo mai passare un Hyperloop, però in questa fine d'estate potremmo leggerci un meraviglioso giallo del maestro Simenon, L'uomo che guardava passare i treni.

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