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Hyundai Ioniq Full Electric, la nostra prova su strada

A qualche mese di distanza dalla prova della versione ibrida, ecco la sua sorella completamente elettrica. Un'auto solo da città?

Hyundai Ioniq Full Electric, la nostra prova su strada

Hyundai Ioniq Elettric

Hyundai Ioniq

Hyundai, almeno nel nostro mercato, è un brand spesso sottovalutato. La realtà è che il gruppo coreano è ai vertici del mercato in ambito tecnologico e d'implementazione delle tecnologie di mobilità sostenibile. Eravamo curiosi di provare la sua proposta totalmente elettrica ed ecco come è andata:

Estetica

È un design che conosciamo, forme e dimensioni coincidono a quelle delle varianti con differenti motorizzazioni, ma qui sono presenti accorgimenti specifici per ridurre la resistenza aerodinamica (coefficiente "CX", qui pari a 0,24) come la calandra completamente carenata, unico tratto distintivo di questa motorizzazione.

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Sembra sempre un disegno simile a quello di Toyota per la Prius, ma con un pelo di aggressività in più sul tre quarti frontale, forse per merito del disegno dei fari LED e delle "prese d'aria" inferiori che accolgono altri punti luminosi led per le luci diurne e di posizione.

Le fiancate sono pulite e le forme regolari, la personalità va scemando nel retrotreno, dove il lunotto tagliato dalla carrozzeria non sembra più una trovata moderna e non giustifica la conseguente minore visibilità dall'interno dell'abitacolo (ottima invece quella frontale).

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I cerchi da 16" sono specifici, ospitano pneumatici dal diametro di 205mm e intorno alle razze in metallo chiaro è presente un contorno più scuro, con funzione aerodinamica. In generale le linee appaiono sobrie e non ci sono azzardi stilistici, in ogni caso de gustibus.

Interni

Come gli esterni anche gli interni seguono un'impostazione semplice ed efficace. Ogni elemento ha una posizione corretta e facilmente raggiungibile. Lo schermo dell'infotainment non è troppo basso ed è quindi facile da utilizzare; il resto della plancia è slanciato e moderno.

Il volante è un comando molto bello esteticamente, con rivestimenti morbidi e soft touch, ed ergonomicamente per la perfetta grandezza della corona e degli incavi per i pollici. Una vera presa sportiva, dettaglio enfatizzato dal taglio inferiore dove cade la terza razza di design.

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Dietro quest'ultimo si cela il quadro strumenti completamente digitale, capace di mostrare più informazioni contemporaneamente e di cambiare grafica a seconda della modalità di guida, con un look veramente tecnologico. Non ci sono elementi disturbanti ed è tutto abbastanza semplificato, concreto. Il freno a mano è elettronico e il cambio è a tasti, una soluzione insolita ma che libera spazio nella consolle centrale.

Nell'abitacolo ci sono molti vani per riporre oggetti, bicchieri e bottiglie oltre che le immancabili porte USB, la presa ausiliaria e una base di ricarica wireless per lo smartphone. Il disegno scelto per i tessuti dei sedili è anacronistico ma la seduta è molto confortevole, con ergonomia a metà tra  praticità e sportività.

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È notevole lo spazio disponibile, c'è piena libertà di movimento e non si ha mai la sensazione di trovarsi in condizioni claustrofobiche. Lo stesso vale per il divano e la zona posteriore, gli occupanti potranno affrontare anche lunghi viaggi - autonomia permettendo - e riporre oggetti nelle tasche laterali e sui sedili.

I materiali usati sono di medio-buona fattura, morbidi o soft touch in alto, rigidi in basso e solidi in generale, a prova di tempo e usura. Il bagagliaio ha una capacità di 350 litri con una vasca molto regolare che aumentano fino a poco più di 1400 abbattendo i sedili posteriori.

Dati tecnici

Questa EV è dotata di un propulsore sincrono a magneti permanenti da 88kW (120CV) e una batteria a 360V da 28kW posizionata sotto il divano posteriore, che, stando a quanto dichiarato, offrirebbero 280 Km di autonomia. La realtà misurata si attesta a circa 200 Km in condizioni di uso e guida normali, con un livello di rigenerazione medio.

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Il motore sprigiona una coppia istantanea, limitata, di 295 Nm e tramite la motricità delle ruote anteriori riesce a raggiungere i 100 km/h in 9,9 secondi, con una velocità massima di 170 km/h. È un dato nella media, certo, ma come sappiamo le elettriche sono in grado di dare sensazioni immediate e non graduali a come siamo abituati, quindi la prima parte dell'accelerazione è fulminea, così come la ripresa, facendo percepire un senso di potenza di una vettura con almeno il doppio della sua cavalleria. L'assenza di marce dona la tipica fluidità e costanza di erogazione dei motori mossi dagli ioni.

Lo schema sospensivo è molto semplice, con MacPherson all'anteriore e ponte torcente al retrotreno, la vocazione non è dunque sportiva ma studiata per andature tranquille e non impegnative. I freni sono dischi autoventilanti davanti e pieni dietro, con un appunto sulla loro durata, praticamente infinita, grazie alla già presente decelerazione del freno motore.

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Il telaio della vettura è molto robusto, costruito con alluminio per le parti secondarie e acciai ad alta resistenza per la cellula dell'abitacolo, rendendo Ioniq resistente, stabile e agile, garantendo un'ottima sicurezza testimoniata dalle 5 stelle EuroNCAP.

Come si guida

In due parole? In modo piacevole e rilassato.

La prontezza della risposta della macchina fa sì che la marcia sia sempre sicura, immediata e soddisfacente nelle richieste. Il volante è molto comodo e il gruppo sterzante è veramente buono per il tipo di auto. La silenziosità totale di marcia non genera stress e si ha sempre la sensazione di guidare più rilassati e concentrati del solito.

L'assetto è congruo al tipo di vettura, morbido ma con un rollio per niente evidente, capace di assorbire e filtrare ogni irregolarità su diversi tipi di fondo. Dinamicamente è anche agile questa Ioniq e non crea dispiacere forzare un po' il ritmo tra le curve dove solo il retrotreno sembra pigro e pesante, trascinato dall'avantreno più dinamico e reattivo.

Come tutte le elettriche è presente la filosofia di "guida con un piede", ovvero l'uso preponderante del solo acceleratore durante la guida: al rilascio del gas corrisponde l'inizio di una frenata generata da sistema di recupero dell'energia, tanto potente quanto graduale sarà il rilascio del nostro piede. Il livello di recupero è modificabile dal menu della vettura e a livello medio-alto corrisponde a una decelerazione tipica di una frenata medio-lieve, perfettamente utilizzabile in città. I freni sono sempre disponibili e intervengono quando la frenata richiesta è d'intensità maggiore o tramite il pedale freno.

Come si usa? (nota dolente)

Premettendo che il target della vettura non rispecchia il mio utilizzo, non è stato facile utilizzare Ioniq: la ricarica è, ad oggi, il primo problema.

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Certo, si carica all'80% in 24 minuti, ma con connettori da 100kw, impossibili da avere a casa e molto rari tra le colonnine elettriche, di cui dovrete avere almeno due abbonamenti (uno per ogni gestore). La ricarica a casa (scenario tipico e nell'immaginario comune) è quasi ingestibile con la presa ICCB, che è capace di ricaricare la vettura da zero in circa 16 ore, durante le quali vi troverete un "elettrodomestico" che attingerà continuamente 2 KW di corrente, impedendovi di utilizzare altro in casa onde evitare disconnessioni del contatore.

Se fate pochi km una notte basta e avanza, senza contare la disponibilità di soluzioni casalinghe denominate "Pod Point", da 4 e 7 kw, ma che obbligheranno a cambiare contratto con i provider scegliendo un piano da almeno 6kw, con rincari non indifferenti in bolletta.

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Sempre che il sistema elettrico non inquini più di quello tradizionale  o ibrido, non sta a noi capire se il gioco (costo di acquisto) vale la candela (risparmio effettivo); ognuno saprà fare i propri conti, magari spinto da uno spirito green o attirato dalle particolari e piacevoli sensazioni di guida di un'elettrica, per noi punto di forza della vettura.

Dotazioni tecnologiche

Già di serie la macchina è provvista delle più importanti dotazioni di sicurezza attiva, come la frenata automatica di emergenza con rilevamento di pedoni e il lane-keep assistant, che funziona davvero bene, riuscendo a tenere la vettura al centro della carreggiata senza "rimbalzare" in prossimità delle linee. È inoltre presente il cruise control adattivo, il blind spot monitor e l'avviso di possibili urti posteriori.

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A bordo il sistema infotelematico è composto da un reattivo touch-screen da 8 pollici, semplice nella gestione e compatibile con Android Auto ed Apple CarPlay. Entrambi i protocolli hanno funzionato sin dal primo uso e l'accoppiata con la vettura è davvero smart. L'uso è immediato e il software ha pochi fronzoli, la navigazione funziona discretamente bene e l'impianto audio Infiniti (dotato anche di subwoofer) assicura un'ottima resa.

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All'interno del navigatore sono presenti menù specifici per la gestione e visualizzazione delle condizioni della batteria del veicolo nonché tutte le colonnine elettriche sotto forma di PDI nel navigatore. Come anticipato i diffusori audio marchiati Infiniti sono ottimi e gli speaker sono aiutati a gestire i bassi dal subwoofer installato sulla parete del bagagliaio, fornendo una piacevole e potente risposta audio che nel totale silenzio della vettura è un requisito quasi fondamentale. È infine presente (e disattivabile) il VESS che emette, a basse velocità, un segnale acustico per rendere individuabile la vettura dai pedoni.

Costi

Il listino parte da 37.000 euro per il già ricco allestimento "Comfort" e da 39.000 euro per lo "Style". Salvo il colore carrozzeria ed il tettuccio apribile, sono inesistenti gli optional, già tutti nell'allestimento, rendendo quindi la macchina "full" a circa 40.000 euro.

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Verdetto

Non è stato facile, per me, utilizzare questa vettura ma i giudizi devono essere oggettivi, quindi ritengo Ioniq un'ottima vettura "entry level" nel mercato delle elettriche, senza rinunce sulle dotazioni e capace di regalare tutte le sensazioni di guida tipiche del segmento.

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È perfetta per muoversi in città e per fare brevi percorrenze, dove si può fare anche a meno delle colonnine, identificandosi quindi come seconda auto di famiglia piuttosto che unica scelta. Riflettendo, le difficoltà d'uso sono dovute principalmente al contorno dell'auto, come la disponibilità di stazioni di ricarica e velocità della stessa, evincendo come la nostra quotidianità ha ancora bisogno di molto tempo per adeguarsi alla gestione della mobilità del futuro.

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