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Iliad a 1,99 euro, "indiscrezione" o bufala spaziale?

"Secondo indiscrezioni" è diventato uno strumento per diffondere notizie senza alcun riscontro. L'ultimo caso riguarda Iliad, con una tariffa da 1,99 euro per 30 GB di traffico dati e chiamate illimitate. Vi sembra credibile?

Iliad a 1,99 euro, "indiscrezione" o bufala spaziale?

L'informazione al tempo delle indiscrezioni che dilagano senza alcun riscontro. "Secondo indiscrezioni" è diventato il passpartout per ogni fandonia, soprattutto in ambito tariffario. Sembra che uno spicchio di mondo dell'informazione online ormai viva su questo.

Il nome più gettonato al momento è quello di Iliad. Blog, blogghettini, pagine Facebook et similia stanno rilanciando ad esempio una possibile offerta da 1,99 euro al mese per 30 GB di traffico dati e minuti illimitati. Insomma, un sogno che diventa realtà: pagare niente per avere tutto.

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L'aspetto più triste della vicenda è che molti utenti non si rendono conto che queste indiscrezioni sono basate nella maggior parte dei casi sul nulla. Gli addetti ai lavori cercano di risalire alla fonte e spesso scoprono che non esiste.

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O meglio esistono una miriade di sitini che vomitano quotidianamente di tutto per fare traffico. Nella migliore delle ipotesi si affidano ai commerciali degli operatori che passano sottobanco bozze di offerte in anteprima - che spesso prima di arrivare sul mercato cambiano totalmente. Poi magari a volte ci prendono, sono puntualissimi nel dare visibilità ai cambiamenti tariffari ufficiali, hanno una loro utilità. La questione però è un'altra e riguarda il rapporto di fiducia costruito con il lettore per le cose più serie.

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La notizia perfetta? Quella che desideriamo

Il parallelo più banale potrebbe essere con la realtà. Dareste per buona l'indiscrizione sussurrata in panetteria da uno sconosciuto?

Lo so, anche le testate autorevoli sbagliano. Nessuno è perfetto. Ma ci sono solo due modi per cercare di fare informazione correttamente: rivolgersi direttamente ai protagonisti (l'azienda, lo specialista, la vittima, etc.) oppure basarsi su una fonte secondaria autorevole (testata, quotidiano, etc.). Il tutto condito con un po' di senso critico se è possibile, perché un referto analitico non è una diagnosi ma solo un elenco di dati che bisogna saper interpretare.

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E quindi alla fine il tema è quello dell'autorevolezza. Come un amico di cui ti fidi. Che però non è perfetto e anche lui un giorno potrebbe sbagliare. Che fai, lo mandi a stendere perché ha commesso un errore? Sicuramente sì se l'ha fatto intenzionalmente e se non è la prima volta, ma probabilmente no se con un po' di empatia è chiaro che avresti commesso la stessa cosa inconsapevolmente.

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Ora, questo non vuol dire che solo le grandi testate possono fare scoop o fornire anticipazioni credibili, ma solo che il lettore dovrebbe avvicinarsi alle notizie cum grano salis. Vi consiglio un esperimento. Comprate tre (grandi) quotidiani diversi e leggete gli articoli che riguardano gli stessi argomenti. Vi sarà chiaro - facendo un minimo di attenzione ai testi - che vi sono elementi comuni ed elementi dovuti a interpretazione. Che vi sono fatti e opinioni. Molti penseranno di essere di fronte alla distorsione della realtà, ma spesso non è così. Semplicemente occhi diversi (giornalisti diversi) guardano ai fatti traendone un'interpretazione che può essere opinabile.

Non è un male, è il bene. Perché se io lettore che mi occupo di altro nella vita mi trovo di fronte a un articolo che riguarda i viaggi spaziali, l'industria alimentare o l'ultimo gadget sbarcato sul mercato ho bisogno di essere tenuto per mano. Da qualcuno che magari si occupa quotidianamente di questi temi e che sappia intuire gli elementi di innovazione o novità.

Non lo fate ad esempio anche con i vostri amici quando vi chiedono un consiglio legato alla vostra professione? 

Poi il giornalista può essere un incompetente che capisce meno del lettore, ma questo vale in ogni settore. Come ci sarà il panettiere che non sa cosa sia il lievito madre e il carrozziere che è solo un batti-lastra.

Ritornando a Iliad. Vi sembra credibile un'offerta da 1,99 euro al mese per tutto ciò che neanche Babbo Natale potrebbe trasportare con le renne? Speriamo di sì, ma come speriamo ogni cosa. Tipo che gli operatori diventino Onlus.

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